15 Febbraio 2007

Tempesta su Catania

STADIO SQUALIFICATO FINO AL 30 GIUGNO: A RIMINI E CESENA LE GARE CON FIORENTINA E INTER
Tempesta su Catania



Il calcio, la città di Catania lo rivedrà nel prossimo campionato. Il giudice sportivo ha scelto il massimo della pena: squalifica dello stadio “Massimino“ fino al 30 giugno più l`obbligo di disputare a porte chiuse le partite in campo neutro e una multa di 50 mila euro. Catania-Fiorentina (18 febbraio) si giocherà a Rimini, Catania-Inter (25 febbraio) a Cesena. La città si scandalizza: ma per la durezza della pena, non per quanto accadde il 2 dicembre, l`omicidio dell`ispettore Filippo Raciti, la guerriglia, le devastazioni. La sentenza ricorda quella sera di violenza: prima dell`inizio della gara, un gruppo di tifosi catanesi “danneggiava gravemente alcuni servizi igienici dello stadio, asportando sanitari, rubinetterie e piastrelle di rivestimento“. All`inizio della gara, “il previsto minuto di silenzio in memoria del dirigente Ermanno Licursi (ucciso una settimana prima durante una partita di dilettanti, ndr) veniva turbato da un`ininterrotta esplosione di petardi lanciati dalla curva Nord“. All`arrivo di alcuni autobus dei tifosi palermitani (inizio secondo tempo) “un folto gruppo di sostenitori locali dalla zona apicale della curva Nord scagliava contro i veicoli e la polizia pietre, bulloni, bastoni, attrezzature cartellonistiche, bombe carta“. L`intervento degli agenti consentì ai tifosi ospiti di raggiungere comunque il settore loro riservato. “A questo punto – scrive il giudice Gianpaolo Tosel – le forze dell`ordine divenivano il bersaglio di una serie ininterrotta di atti di incontenibile violenza ed erano costrette a usare i lacrimogeni“. Il bilancio conclusivo: la morte di Raciti, il ferimento di 62 agenti, di 5 addetti alle ambulanze e di altre 13 persone. “Esiste il rischio che la violenza possa di nuovo mettere a repentaglio la pubblica incolumità nelle residue gare di questa stagione sportiva“, conclude Tosel. La società era già stata diffidata (per la partita di Palermo del 21 settembre), mentre lo stadio era stato squalificato dopo la gara con il Messina, quando un gruppo di ultrà aveva aggredito la polizia che aiutava i barellieri a soccorrere uno spettatore. Il Catania protesta lo stesso. “Si mette una città in ginocchio, la si costringe a chiudere con il calcio. La nostra responsabilità era limitata, in quanto i fatti erano successi fuori dal campo – si arrabbia l`ad Pietro Lo Monaco -. La parte sana del pubblico esiste solo a Roma o a Torino?“. Tace il presidente Antonino Pulvirenti: “Prima voglio leggere le motivazioni“, mentre la Provincia minaccia di chiedere i danni alla Figc e il Codacons invoca il rimborso degli abbonati. Alla fine è tutta questione di euro.

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