29 Settembre 2015

Tempesta di telefonate ai venditori Volkswagen «Se serve sarà contattato»

Tempesta di telefonate ai venditori Volkswagen «Se serve sarà contattato»
automobilisti preoccupati per lo scandalo emissioni

di MARIANNA VAZZANA – MILANO – «IN FAMIGLIA abbiamo una Volkswagen Passat, diesel. Come faccio a sapere se rientra tra quelle “truccate”? Devo portarla da voi?» La domanda è sempre la stessa, rivolta in incognito a una decina di centri di assistenza Volkswagen a Milano. E la reazione non cambia. Solito ritornello: niente allarmismi, non occorre fare nulla, sarà la casa madre a contattare il cliente quando sarà il momento, se e solo se l’ auto («Ma la probabilità è minima», ripetono i tecnici) dovesse rientrare tra quelle “incriminate”. Sarà. INTANTO i centri specializzati si trovano a fare da argine contro un fiume in piena di milanesi proprietari di auto che potrebbero far parte dei veicoli dalle emissioni truccate. «Non è la prima che viene a chiedere. Anzi, giustamente la gente vuole sapere. Ma noi stessi ora come ora non abbiamo molto da dire», spiega il primo interpellato. Di mezza età, ha l’ aria di chi parla con cognizione di causa. Il volto impallidisce, il sorriso si smorza un po’ dopo aver ascoltato la domanda. Sul banco ci sono due fogli. Il suo scudo. «È la comunicazione della casa produttrice», dice. «Sarà la Volkswagen stessa a controllare, in base al numero di telaio – sottolinea – se ci sono auto che rientrano in quel gruppo. In quel caso i titolari verranno contattati e le auto sistemate gratuitamente«» Tra i dubbi più ricorrenti della gente, svela, c’ è quello che riguarda la circolazione: «Mi chiedono se potranno continuare a usare la macchina in città, temono che possa inquinare troppo e hanno paura di prendere multe. Un pericolo che non esiste, rispondo io». Spostandoci più a est della città, la risposta è simile. «Per ora non ci è stato spiegato come affrontare la questione. In caso ci fossero auto coinvolte, queste verranno richiamate e messe a norma dall’ azienda, gratuitamente per il cliente». In quanto tempo? Mistero. «Non lo sappiamo neanche noi». PIOGGIA di telefonate pure nella periferia ovest. «Tantissimi ci hanno chiamato per informazioni – risponde al telefono l’ impiegato di un altro centro assistenza autorizzato -, noi cerchiamo di rassicurare le persone: il consumatore non corre alcun rischio». Ma «alcuni sono molto irritati, pensando di essere stati truffati», e magari anche di aver contribuito a inquinare l’ ambiente a loro insaputa. Però «il numero di auto coinvolte qui – aggiungono dalla periferia sud – sarebbe davvero irrisorio». Nella zona nord-est, un altro tecnico chiarisce: «La macchina è sicura al cento per cento. Non bisogna ascoltare le voci di popolo». MA INTANTO la class action annunciata dal Codacons è ai nastri di partenza. E unisce «non solo i proprietari delle auto diesel ma tutti i cittadini, in relazione al grave danno ambientale derivante dalla falsificazione delle emissioni inquinanti», dichiara il presidente Carlo Rienzi.
marianna vazzana

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