11 Maggio 2006

“Televendite truffa“, 10 anni a Vanna Marchi e alla figlia

“Televendite truffa“, 10 anni a Vanna Marchi e alla figlia

La più celebre delle imbonitrici tv dichiarata colpevole. Quattro anni anche al suo convivente



Dieci anni di reclusione, una richiesta di risarcimento che ammonta a circa 2 milioni e 200 mila euro, l`interdizione per cinque anni dall`esercizio di qualsiasi attività commerciale di televendita e l`interdizione perpetua dai pubblici uffici. Questa la sentenza emessa dai giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano, presieduti da Paolo Micara, a carico di Vanna Marchi e di sua figlia Stefania Nobile. A soli 4 anni di reclusione è stato invece condannato l`ex convivente della Marchi, Francesco Campana. Una sentenza tutto sommato “leggera“ visto che i giudici hanno concesso il cosiddetto “vincolo della continuazione“ tra le centinaia di episodi di truffa e modificato il reato di tentata circonvenzione di incapace in quello di tentata truffa, escludendo anche una delle tre aggravanti contestate ai tre imputati. Su 116 truffe contestate alla ex teleimbonitrice e alla figlia, i giudici hanno così potuto cancellare almeno una ventina di episodi. “Una condanna esemplare“. Questo è stato il commento della maggiorparte dei legali delle parti civili. “L`impianto accusatorio – ha spiegato l`avvocato Giovanni Briola, rappresentante della Lega dei consumatori e di Loredana Maffi, la donna che ha ottenuto il risarcimento più alto (191mila euro) – ha tenuto perfettamente ed è stato riconosciuto il danno, sia patrimoniale che morale“. “Una bella condanna“, ribatte Marzia Centurione Scotto, legale di un`altra vittima delle truffe. “Questa sentenza soddisfa sia l`opinione pubblica che le vittime che hanno avuto il coraggio di presentarsi in aula“, spiega. “Dieci anni sembrano tanti – aggiunte un altro legale di parte civile, l`avvocato Giuseppe De Lalla – ma anche oltre 130 persone truffate sono tante. Il fatto che sia stata tolta l`aggravante dei motivi abietti – prosegue – non ha scalfito l`impianto accusatorio. Del resto, i numeri tornano: anche riconoscendo un pezzettino di pena per ciascuno dei truffati si fa in fretta ad arrivare a dieci anni. Si tratta di una pena molto dura ma giusta, con il riconoscimento di un danno elevatissimo“. Dieci anni, quasi una vittoria, suggerisce mestamente il difensore delle due donne, Liborio Cataliotti, subito dopo la sentenza. Vero, visto che il pm Gaetano Ruta aveva chiesto per la Marchi e la figlia, rispettivamente, 12 e 15 anni di reclusione. Vero, risponde la teleimbonitrice lasciando il palazzo di giustizia di Milano, “Ma che cosa cambia?“. Già cosa cambia? Semrano chiederselo anche i rappresentanti del Codacons, meno giustizialisti di tanti altri. “Giusta la sentenza – afferma il presidente Carlo Rienzi – ma certo non basta condannare due soggetti per risolvere un problema che è molto più generale e che coinvolge maghi, astrologhi, cartomanti nonché gestori di reti televisive“. I teleimbonitori dell`occulto.

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