1 Maggio 2014

Telefono oppure acqua e elettricità «Spese? Il bonus andrà in bollette»

Telefono oppure acqua e elettricità «Spese? Il bonus andrà in bollette»
Le associazioni dei consumatori valutano l’ impatto della riforma.

   

di LAURA GIANNI OTTANTA euro in più al mese non cambieranno la vita ma consentono a una famiglia di andare una sera in pizzeria, ha detto il premier Renzi. La domanda è: basteranno a rilanciare i consumi della gente comune? «Due conti me li sono fatti – risponde Luigi Bastiani, presidente del Movimento consumatori, associazione che conta oltre trecento iscritti a Firenze – Ottanta euro a una coppia senza figli bastano per la spesa di 4-5 giorni. Bollette? Se pensiamo a una famiglia di tre persone, sono sufficienti a coprire la quota mensile di acqua e luce. Tutto fa, nessuno le nega. Io avrei preferito una riforma diversa, sarei partito dal basso, aiutando le fasce più deboli, come i pensionati: per loro pochi euro al mese fanno la differenza». Vedono più «rosa» all’ Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, presieduta da Vincenzo Donvito. «Il bonus di 80 euro al mese è oggettivamente un fatto positivo – è la risposta – Certo, questa misura ha anche fini elettorali e si presta a polemiche politiche non sempre infondate. Ma chi sostiene che 80 euro in busta paga siano insignificanti per chi guadagna fino a 1.500 euro al mese è fuori dalla realtà. Non sono la soluzione per chi non arriva a fine mese, ma sono senza dubbio un aiuto significativo». Tanto più, aggiungono all’ Aduc, che è stato chiarito dalla normativa e dall’ Agenzia delle Entrate che si tratta di una cifra netta, che non concorre alla formazione del reddito. E non sarebbe l’ unico vantaggio. «Saranno corrisposti automaticamente dal datore di lavoro, senza bisogno di fare istanze complicate come è spesso accaduto in passato, con l’ esenzione del canone Rai per gli ultra 75enni o i bonus bebé. Infine, se è vero che il costo del lavoro in Italia va diminuito e sarebbe necessario abbassare il cosiddetto cuneo fiscale, oggi è essenziale far ripartire i consumi interni e ridare un po’ di fiducia. E rimettere in circolazione un po’ di denaro in mano a milioni di potenziali consumatori con redditi medio-bassi era la cosa più sensata». Qualche pecca comunque viene individuata. «Il bonus è a oggi previsto solo per il 2014 – osservano all’ Aduc – per gli anni successivi è ancora tutto da vedere, anche se il governo si è impegnato a reperire le risorse per rendere questo bonus strutturale. Questa incertezza, che si aggiunge all’ incertezza sull’ entità della nuova tassazione sulla casa, potrebbe indurre qualcuno a tenersi stretti quegli 80 euro». Più cautela a Codacons Toscana, associazione che raccoglie circa seimila iscritti. «In generale, questi ottanta euro vengono sentiti come una boccata d’ ossigeno… a metà – spiega Silvia Bartolini, presidente di Codacons Toscana – Certo, la gente è contenta, ma fra gli iscritti non sento parlare di spese pazze. La maggior parte di quelli che ho incontrato dicono che li useranno per fronteggiare le prime necessità o a saldare qualche debito. L’ esempio più ricorrente è la bolletta del telefono: con i contratti di oggi, forfettari e all inclusive, ottanta euro possono bastare. Personalmente mi avrebbe convinto di più una riforma mirata, graduata sui componenti e sui redditi dei nuclei familiari, ma meglio che niente…». Fra averli e averli da pagare…
LAURA GIANNI

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