9 Novembre 2013

Telefono e bollette, evitate 300 cause l’ anno

Telefono e bollette, evitate 300 cause l’ anno

 Un’ idea delle difficoltà che le associazioni di consumatori incontrano a far adottare la conciliazione nel settore assicurativo la fornisce il vice presidente nazionale di Federconsumatori, Francesco Avallone . «Ci cono casi di contenziosi per risarcimenti relativi a semplici tamponamenti portati fino alla Cassazione. Da tale ricorso alle vie giudiziali, deriva un aggravio di costi che le compagnie scaricano sulle tariffe che poi pagano gli automobilisti». Un aspetto non di poco conto, e si pensa che l’ Ivass ha obbligato le compagnie assicurative a pubblicizzare la conciliazione paritetica. Nel caso della rc auto consente di evitare il ricorso al giudice nel caso di controversia per un sinistro con risarcimento danni inferiore a 15.000 euro. Prima di attivarla è comunque necessario richiedere il risarcimento alla propria società assicurativa, presentando la documentazione necessaria per l’ accertamento del danno. L’ accesso è quindi possibile se non si ottiene risposta, se il risarcimento viene negato o se l’ offerta avanzata viene accettata a titolo di sconto. Il tema è stato affrontato nel convegno La conciliazione paritetica: se la conosci la usi, organizzato ieri a Ponte San Giovanni da Adiconsum, Codacons, Federconsumatori Perugia e Movimento difesa del cittadino. Per promuovere lo strumento della soluzione extra giudiziale delle controversie nel settore assicurativo, le associazioni organizzeranno una serie di iniziative, la prima delle quali avrà luogo da metà mese al centro commerciale Collestrada. L’ obiettivo è ?presidiare? con volantinaggio e altri mezzi di informazione, gli ospedali di Perugia, Città di Castello e Castiglione del Lago. Allo studio c’ è anche un protocollo locale con broker e agenti della regione per promuovere la conciliazione e proporre di distribuire insieme al cid un pieghevole che spiega come funziona IL CASO TELEFONO Durante l’ incontro è stato approfondito il caso Telecom/Tim, prima società ad applicare la conciliazione. Per ripercorrere la storia di tale strumento e fornire le cifre sul ricorso, sono intervenute Agata Carosi e Giuseppina Leonetti, rapporti con associazioni e conciliazione paritetica di Telecom, e Maura Brandoni, segreteria della conciliazione paritetica e divisione Caring Telecom. Dalle informazioni fornite emerge un quadro nel quale l’ azienda dimostra di aver saputo sviluppare le potenzialità offerte da tale strumento. Basti pensare che dall’ Umbria ogni anno sono risolti circa 300 casi (il 60% da privati) pari al 97% delle richieste di conciliazione attivate. A questo si aggiunge un altro centinaio di segnalazioni per richiesta di informazioni. I casi nei quali lo strumenti va in aiuto sono disparati. «Nel caso di una linea non ancora attiva, ci adoperiamo per riattivarla, si possono accelerare pratiche di trasloco, si trovano soluzioni, ad esempio, per addebiti non riconosciuti, lentezza dell’ adsl, eventuali rimborsi per il disagio subito». La pratica della conciliazione è inoltre diventata una sorta di cartina di tornasole delle offerte commerciali. «Lavoriamo a stretto contratto con i settori marketing e commerciale perché le segnalazioni che riceviamo sono utili anche per rivedere certi pacchetti di offerte e aspetti di essi poco chiariti». Ai successi ottenuti con la telefonia (non con tutti i gestori) fanno da contraltare i problemi incontrati con altri comparti. «Con i fornitori di luce e gas la conciliazione non sta dando i risultati sperati – osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e le aziende, anche le maggiori, non ci pare siano entrate nello spirito di tale strumento». Le associazioni chiamano in causa anche l’ autority che nel caso di cambi gestore ottenuti in modo poco chiaro (specie da anziani) parla di contratti non perfezionati. «Invece si tratta di contratti falsi e l’ energia fornita non va pagata». LE CRITICITÀ Sul piano delle aziende regionali, la sfida si gioca sui gestori di acqua e rifiuti, ma anche sul versante sanità. «Entro gennaio completeremo la mappatura delle carte dei servizi – spiega Alessandro Petruzzi, presidente Federconsumatori Umbria – e verificheremo se le aziende avranno previsto tempi, livello della qualità e, soprattutto, la possibilità di ricorrere alla conciliazione». Con il settore sanitario, ospedaliero in particolare, c’ è poi tutta la partita dell’ assicurazione per la responsabilità dei medici da chiarire e la possibilità di inserire anche in tali strutture (private comprese) la possibilità della soluzione extragiudiziale delle controversie. «Ci aspettiamo una proposta di conciliazione vera sulla parte della responsabilità civile, ma il nostro messaggio vale anche per i professionisti e per le imprese cui proponiamo un incontro dove organizzazioni di categoria si incontrano con le associazioni dei consumatori». Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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