27 Dicembre 2002

Telefonini e Dvd salvano gli acquisti di Natale

Telefonini e Dvd salvano gli acquisti di Natale

I commercianti: ottima annata per l?elettronica, ma nell?abbigliamento la stagione chiuderà in negativo

Dietro alle vetrine nessuno ride. La maratona di dicembre – perché maratona in ogni caso è stata – è finita. I negozianti stanno tirando il fiato e i conti, quelli definitivi, li faranno soltanto nei prossimi giorni. Ma il primo bilancio non è certo euforico. Certo, rispetto ai mesi della calma glaciale qualche vivacità c?è stata. Ma, forse, soltanto per contrasto: perché settembre, ottobre e novembre sono stati immobili. E morti. Tuttavia, il clima non è di piombo. Per esempio, nessuno sottoscrive la stima del Codacons che parla – ma a livello nazionale – di un calo del 20% degli acquisti. Tuttavia, neppure c?è chi voglia sbilanciarsi in previsioni sui prossimi mesi: prima, spiegano, si dovrà affrontare il banco di prova dei saldi, bisognerà fare i conti per bene e per iscritto, sarà necessario spuntare dagli inventari ciò che è rimasto sugli scaffali.
Renato Borghi è il vicepresidente dell?Unione commercianti e il numero uno di Ascomoda, l?associazione dei negozianti di abbigliamento: «Credo – osserva – che l?aspettativa sia quella di finire come l?anno scorso. Ciò vuol dire, al netto dell?inflazione, avere avuto un Natale debole. Ma molto dipende dai settori». Per esempio? «L?abbigliamento credo abbia chiuso in negativo. Colpa anche della stagione, il grande freddo non c?è stato». Pochi cappotti, e dunque pochi scontrini importanti. Un calo compensato «solo parzialmente» dal buon andamento degli accessori: cravatte, foulard, cinture… «Meglio è andata – prosegue Borghi – per chi vende elettronica di consumo». Per esempio, per i telefonini è stata un?ottima annata. Al traino dei nuovi modelli, multimediali e capaci addirittura di scattare fotografie. Ma nel complesso, conclude Borghi, «per dire che ce la siamo cavata è necessario molto ottimismo». Purtroppo, è proprio quest?ultimo a scarseggiare: secondo un sondaggio Confcommercio, il 77% degli interpellati ritiene di aver perso potere d?acquisto nel corso del 2002. Insomma, la stragrande maggioranza degli italiani si sente più povera. «Anche al di là del dato reale» secondo Lino Stoppani, presidente dei ristoratori (Epam) e titolare di Peck. Per bar e ristoranti, comunque, non è andata poi male: «Siamo moderatamente soddisfatti – dice Stoppani -. Rispetto al clima che si respirava, il nostro settore ha confermato il suo ruolo. I clienti, magari, si sono orientati su prodotti meno costosi, ma nel complesso direi che c?è stata una discreta tenuta».
Giacomo Errico, presidente nazionale degli ambulanti, sceglie l?immagine calcistica: «Abbiamo finito zero a zero. Anche se ci siamo salvati in calcio d?angolo. Qualche punto l?abbiamo forse perso, ma rispetto ad altri tipi di commercio noi abbiamo un radicamento forte».
Un settore-spia delle tendenze economiche è quello dei viaggi. Qui, i numeri parlano di una netta ripresa, anche se il riferimento dell?anno scorso, a ridosso dell?attentato alle Torri gemelle, è da prendere per quello che vale. In ogni caso, nelle tre settimane fra il 19 dicembre e l?8 gennaio sono previsti negli scali milanesi 15.800 movimenti con 1.250.000 passeggeri, 200 mila in più dell`anno scorso (»18%). Per i charter, che pure non hanno ancora raggiunto i livelli pre 11 settembre, è quasi boom: i voli sono aumentati del 111 per cento e i passeggeri del 123 per cento.

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