27 Maggio 2006

Telefonate e sms molesti codacons mette in guardia



GROSSETO. Un lettore ci ha telefonato due giorni fa raccontando che più di un candidato ha affittato dei furgoncini cabinati tappezzandoli con manifesti recanti la proria immagine e il simbolo del partito. Alcuni hanno viaggiato 12 ore al giorno per la città, altri hanno scelto di risparmiare la benzina parcheggiando il mezzo in zone trafficate. “E` possibile – si chiede il lettore – sanzionare il candidato o l`intestatario del mezzo in relazione alla legge elettorale o al Codice della strada, visto che diversi mezzi che ho notato probabilmente non hanno i requisiti per la pubblicità?“. Il rispetto delle regole. E sempre a proposito di disciplina elettorale il Codacons, ad ogni tornata, mette in guardia i cittadini-elettori incoraggiandoli a non subire passivamente gli attacchi della propaganda, e ripassando le regole a cui i vari partiti e candidati devono attenersi. Ecco alcuni esempi significativi. Telefonate, email e sms. Prima di chiamare l`elettore al suo telefonino o prima di inviargli un fax o una email è necessario innanzitutto il suo consenso. Il garante della privacy stabilisce infatti che la propaganda tramite cellulari, invio di fax, sms, mms, e-mail la si può fare solo con il consenso dell`elettore. Chi effettua propaganda elettorale tramite fax, telefono cellulare, e-mail ha l`obbligo quindi di dare prima l`informativa ai cittadini, acquisirne il consenso e poi, eventualmente, fare la comunicazione. Telefoni e computer, infatti, non rientrano tra le fonti pubbliche utilizzabili liberamente. Santini e volantini. La propaganda tramite invio di santini è più semplice. Il Garante infatti non ha previsto l`informativa ai destinatari nel caso in cui l`invio di materiale elettorale comporti un impiego di mezzi proporzionato, cioè di dimensioni ridotte (i cosiddetti “santini“) e purchè si utilizzino dati estratti da pubblici registri, elenchi, atti conoscibili da chiunque. Indirizzari. E` illecito, inoltre, utilizzare indirizzari di iscritti ad associazioni no-profit, sportive, di categoria a fini di propaganda elettorale senza previo consenso informato degli interessati, anche per sostenere candidati interni.

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