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21 Febbraio 2003

Telecamere, il Tar prende tempo

Telecamere, il Tar prende tempo

Il Codacons: «La battaglia sulla privacy è solo all?inizio»



É particolarmente battagliero il responsabile regionale del Codacons, l?avvocato pordenonese Vitto Claut. «Andrò fino in fondo su questo argomento» afferma, reputando che l?azione avviata innanzi al tribunale amministrativo regionale sia quantomai giusta. «Prima di procedere in tale direzione ? afferma ? ho chiesto ripetutamente al Comune informazioni tecniche sul sistema di controllo. Ho scritto lettere, chiedendo di poter visionare il progetto, ma nessuno mi ha risposto. Motivo per il quale ho richiesto al Tar un accertamento tecnico preventivo per verificare come stanno le cose».
Al legale pordenonese ? in qualità di rappresentante del Codacons ? dal momento in cui ha avviato l?azione al Tar sono giunte varie segnalazioni di privati cittadini su presunte violazioni della privacy delle telecamere, posizionate in vari angoli del territorio comunale (in tutto sarebbero una trentina).
Tra le motivazioni alla base del ricorso vi è quella di capire l?effettiva portata degli impianti televisivi ? quindi la capacità di zoomare su determinati punti ? e la loro flessibilità operativa (di quanto possono eventualmente ruotare: un angolo di 180 gradi è più che sufficiente per coprire un?area notevole). A giudizio di Claut le apparecchiature utilizzate non impediscono la manipolazione delle immagini e, inoltre, non prevedono l?esclusione di aree private (ovvero case, finestre e giardini) sensibili alla privacy. In buona sostanza chi ha contattato il legale si sente spiato notte e giorno, con ciò violando la legislazione nazionale. Non solo: oggetto di contestazione è anche la durata della conservazione delle immagini, che, si rileva, dopo 48 ore dalla registrazione dovrebbero essere cancellate. Di più: se dovesse essere ammessa la perizia tecnica richiesta dal Codacons, verrà anche verificato se il sistema a raggi infrarossi possa essere fonte di pregiudizio per la salute della persona. «Sacile rappresenta una sorta di ?comune pilota? per quanto riguarda questo tipo di iniziative ? afferma Claut ? Motivo per il quale l?azione del Codacons risulta molto importante». Lasciando intendere che la vertenza non si esaurirà di fronte al Tar.
Il ricorso ha suscitato la contrarietà della giunta municipale sacilese, che si è costituita a giudizio al fine di tutelare l?interesse del Comune (è assistita dall?avvocato Ino Pupulin di Udine). Da un?apposita relazione predisposta dal comando della polizia municipale risulta che gli impianti di videosorveglianza non costituiscono pericolo per la salute dei cittadini e pregiudizio della loro privacy. L?amministrazione ha deciso l?installazione di questo sistema televisivo per rendere la città più sicura.

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