7 Settembre 2011

Tbc, si indaga in altri reparti

Tbc, si indaga in altri reparti
 

Non solo il nido. Dopo che i neonati risultati positivi al test della Tbc sono saliti a 122 su 1.415, la Procura ha incaricato i carabinieri del Nas di estendere i controlli ad altri reparti del Gemelli. I magistrati vogliono verificare se il batterio abbia colpito altri pazienti e dipendenti del Policlinico, perché il caso dell’ infermiera affetta dalla tubercolosi dal 2004 potrebbe non essere isolato. L’ allarme, in particolare, è sul reparto di Fisiopatologia respiratoria, dove la donna ha lavorato negli anni scorsi e dove le infezioni ai polmoni sono all’ ordine del giorno. Ieri intanto il procuratore aggiunto Leonardo Frisani e il pm Alberto Pioletti hanno disposto una maxi-consulenza che dovrà chiarire se «la positività alla Tbc equivalga alla malattia»; se il Gemelli abbia compiuto «controlli idonei» e adottato «terapie idonee a scongiurare il contagio»; se c’ è stato un nesso di causalità tra la malattia dell’ infermiera e quella dell’ unico bimbo risultato affetto da tubercolosi, che proprio ieri è stato dimesso dal Bambino Gesù ed è tornato a casa in buone condizioni. Solo al termine della consulenza, fra 60 giorni, la procura deciderà a quanti e quali dirigenti del Gemelli contestare i reati di epidemia colposa e omissione d’ atti d’ ufficio. L’ unità di crisi predisposta dalla Regione ha concluso ieri l’ attività di screening che ha interessato il 93,01% dei neonati inseriti nel programma di sorveglianza. Gli altri non sono stati raggiunti (perché irreperibili), oppure i genitori hanno rifiutato il test o hanno scelto di effettuare gli accertamenti in strutture private. «La Procura farà chiarezza su quelli che sono gli aspetti di competenza – osserva la governatrice del Lazio -. Ciascuno in questo momento ha il dovere di fare tutti gli approfondimenti che ritiene utili». Per dare certezze sulla salute dei bambini «è anche necessario capire fino in fondo come sia potuto accadere – aggiunge la Polverini -. Speriamo che tutti questi elementi diano la risposta che tutti cerchiamo». Dopo avere consultato alcuni esperti di Tbc, Ferdinando Aiuti, immunologo e presidente della commissione Politiche sanitarie del Campidoglio, ha tranquillizzato chi deve iscrivere il figlio in un asilo nido: «Non ci sono attualmente problemi per l’ accettazione negli asili nido dei bambini nati tra gennaio e luglio 2011 al policlinico Gemelli». Aiuti ha però lamentato «la mancanza di collaborazione con la Regione». Ancora sul piede di guerra, il Codacons ha annunciato che oggi, nel corso di una conferenza stampa (alle 12 al Teatro San Genesio), svelerà che «a scatenare l’ emergenza Tbc è stato lo stesso Gemelli nel 2005»: all’ origine del contagio, un dipendente diverso dall’ infermiera addetta al nido. L’ associazione ha anche chiesto di estendere i controlli ai bimbi nati a dicembre 2010, perché sarebbe risultato positivo ai test un piccolo nato il 2 gennaio scorso. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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