10 Settembre 2011

Tbc, positivo un bimbo nato a settembre 2010

Tbc, positivo un bimbo nato a settembre 2010
 

«Lorenzo, mio figlio, è nato il 17 settembre 2010 al Gemelli ed è risultato positivo». Rosaria Bassi, dopo i numerosi casi di Tbc, ha deciso di sottoporre il bambino al test al Quantiferon. Lunedì ha fatto le analisi, ieri sono arrivati i risultati. «Sono sconvolta, mio figlio non rientra nella profilassi – dice ancora sotto shock la donna – Ho già fissato un appuntamento al Bambino Gesù per fare ulteriori accertamenti. Anche perché quando sono andata al Gemelli hanno cercato di farmi capire che se non mi avevano contattato, non c´era motivo che io facessi le analisi. Dovevo stare tranquilla. Io da madre dico che tutti i bambini nati lì dovrebbero farlo». E poi aggiunge: «Dicono che forse mio figlio è entrato in contatto col bacillo sulla metropolitana o in altri luoghi, non necessariamente all´ospedale. Ma ho già contattato il Codacons per unirmi alla class action degli altri genitori». L´allarme Tbc continua a preoccupare migliaia di famiglie. Ci sono casi come quello di Lorenzo che fanno andare indietro le lancette del contagio. E l´associazione in difesa dei consumatori entra a gamba tesa sull´argomento, presentando una nuova denuncia per omissione di atti d´ufficio e concorso in epidemia colposa, nei confronti dei componenti l´Unità di coordinamento per il controllo della Tbc voluta dalla Regione Lazio che «si ostina a non voler estendere i test sui bimbi nati nel periodo in cui l´infermiera malata ha lavorato nel reparto neonatale del Gemelli». Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, definisce «assurdo» il comportamento della Commissione regionale: «Davanti al caso di un bambino positivo nato l´8 dicembre scorso, le analisi andrebbero estese in automatico, andando indietro nel tempo fino ad escludere la possibilità di ulteriori contagi – spiega – Anche il Comune di Roma, nella persona dell´assessore alle Politiche sociali, Sveva Belviso, sostiene la nostra tesi e ha chiesto alla Regione di estendere le analisi». Intanto l´associazione svela un ulteriore retroscena relativo al bambino risultato positivo ai test, nato l´8 dicembre 2010. I genitori del bimbo, infatti, denunciano come il figlio sia stato escluso dalla profilassi e non abbia ricevuto alcun supporto dal Gemelli e dalla Regione, con la conseguenza che l´antibiotico per la cura della tubercolosi dovrà essere acquistato interamente a loro spese. Taglia corto, però, la presidente della Regione, Renata Polverini. «Le linee guida nazionali e internazionali parlano di andare avanti e indietro di dodici settimane e noi quello abbiamo fatto. Abbiamo consegnato al ministero della Salute il lavoro svolto dall´unità di coordinamento – sottolinea – per quello che mi riguarda la questione è terminata, nel senso che la risposta che dovevamo è stata data». Insomma, secondo la governatrice se il ministero riterrà opportuno modificare le linee guida, la Regione si adeguerà ma per il momento si sta seguendo l´iter previsto dal dicastero presieduto da Ferruccio Fazio. «Una cosa è certa – conclude – con i flussi migratori ma anche con il fatto che ognuno di noi va in vacanza, ci sono patologie che vengono considerate riemergenti nel nostro paese; quindi quelle linee guida si devono trasformare in qualcosa di più puntuale o comunque si devono rivedere le categorie a rischio perché per esempio i neonati attualmente non vengono considerati dalle nostre linee guida dei soggetti a rischio».

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