15 Settembre 2011

Tbc, positivo bimbo di maggio 2010 Il Comune scrive a nidi e materne

Tbc, positivo bimbo di maggio 2010 Il Comune scrive a nidi e materne
 

Indietro, molto più indietro. Fino a maggio 2010. Un bambino nato al Gemelli quasi un anno e mezzo fa è risultato positivo al test della tubercolosi. L´annuncio arriva ancora una volta dal Codacons che ha deciso di presentare un nuovo esposto alla procura. «L´emergenza si allarga a vista d´occhio», spiega Carlo Rienzi, presidente dell´associazione che chiede alla Regione Lazio di «estendere i test anche al 2010». La coppia di genitori dell´ultimo bimbo risultato positivo ha fatto eseguire le analisi sul proprio figlio privatamente, proprio perché non rientra nel periodo indicato dall´unità di coordinamento della Regione che ha circoscritto i controlli ai nati tra gennaio e luglio 2011. Tra gli oltre 1700 bambini, 122 sono entrati in contatto col bacillo di Koch e, nonostante una sola bambina abbia sviluppato la Tbc, l´allarme resta alto. Soprattutto dopo che anche la mamma di uno dei positivi è stata trovata a sua volta positiva al test. Un nuovo fronte della malattia che però, per la governatrice Renata Polverini, spetta chiarire alla procura e al Gemelli: «In questo momento la parola spetta a loro», ha spiegato ieri. L´allarme è ormai alto e ha costretto Lorenzo Ornaghi, rettore dell´università Cattolica da cui dipende il Gemelli, a scrivere una lettera aperta affissa nella bacheca del policlinico per ribadire come l´ospedale «stia vivendo una delle fasi più gravi della sua storia. L´intera Università Cattolica che sin dall´inizio ha sinceramente e profondamente condiviso le ansie e ogni motivo di disagio delle famiglie die neonati, intende manifestare la propria speciale vicinanza e solidarietà a tutti i lavoratori del Gemelli». Da parte del Campidoglio, intanto, è in arrivo una circolare per asili nido e scuole materne con i consigli utili e le informazioni sulla Tbc. Un documento predisposto dalle commissioni politiche sanitarie e politiche scolastiche «per valutare le misure da adottare in seguito all´allarme Tbc». La circolare spiegherà la differenza tra malattia e infezione latente, le modalità di contagio e le norme igieniche da osservare negli ambienti scolastici. In Parlamento, invece, il presidente della commissione d´inchiesta sul servizio sanitario nazionale, Ignazio Marino, ha chiesto ufficialmente al ministro Ferruccio Fazio, di appoggiare il ddl che prevede misure per la prevenzione, la diagnosi e la cura della Tbc. «In Italia, ogni anno – ha spiegato il senatore del Pd – vengono notificati al ministero della salute circa 5000 nuovi casi di tubercolosi ma il dato potrebbe essere sottostimato poiché non tutti vengono diagnosticati. Potrebbero essere anche il doppio».
 

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