“Tbc, pazienti a rischio da sette anni”
ROMA. «Lo scandalo della Tbc a Roma si ingrossa». A denunciarlo è l’ associazione consumatori Codacons a proposito del caso dell’ infermiera del nido del policlinico Gemelli malata di Tbc e dei 52 neonati risultati positivi. Dopo aver presentato un esposto alla procura per segnalare che il marito dell’ infermiera era stato anche lui affetto da Tubercolosi nel 2004, l’ associazione ha rivelato che anche lui è infermiere. In passato, avrebbe avuto la pleurite tubercolare e «ciò significa – ha spiegato il Codacons – che la Tbc dai polmoni si era diffusa anche alla pleura. E questo dimostra la forte aggressività della malattia, molto contagiosa». Secondo il Codacons «erano dunque sette anni che la situazione era a rischio» e sarebbe bene che la presidente della Regione Lazio Polverini «confessasse dove lavorava anche il marito dell’ infermiera». Alla governatrice «abbiamo chiesto – ha aggiunto il presidente Carlo Rienzi – un incontro finalizzato a dare informazioni ai cittadini ma anche a stabilire risarcimenti automatici alle famiglie dei bimbi positivi. Se si rifiuterà, sarà sommersa da cause milionarie dovrà rispondere alla Corte dei Conti». Ieri 4 dirigenti del Policlinico Gemelli, sanitari e amministrativi sono stati ascoltati dalla Procura di Roma. Ai pm è arrivata l’ informativa dei Carabinieri del Nas: rivelerebbe che l’ infermiera malata di Tbc è risultata essere vaccinata per la stessa tubercolosi, ma in tempi recenti non era stata sottoposta a visite.
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