13 Novembre 2011

Tbc, no all’estensione dei test Accolto il ricorso del Gemelli

Tbc, no all’estensione dei test Accolto il ricorso del Gemelli

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Policlinico Gemelli e della Regione: i test della Tbc non dovranno essere estesi anche ai bimbi nati nel 2010. Viene ribaltata l’ ordinanza del Tar che, sollecitato dal Codacons, aveva disposto che i controlli fossero svolti per tutti i neonati del 2010. Gemelli, Asl Roma E e la commissione di esperti insediata in Regione avevano invece posto come limite il primo gennaio 2011. Ma anche sul provvedimento del Consiglio di Stato ieri sono emerse diverse interpretazioni, con il Codacons convinto che intenda altro, che si debba andare indietro nel tempo, di tre mesi in tre mesi, fino a quando non emergeranno altri test positivi. Differente la valutazione della Regione: il Consiglio di Stato dice sì di andare a ritroso di tre mesi, ma dal giorno della nascita dell’ ultimo bambino malato, non semplicemente positivo. Vediamo il passaggio della sentenza del Consiglio di Stato che precisa cosa si deve fare: «I test di controllo dovranno essere effettuati, su base volontaria, su tutti i bambini nati nei tre mesi antecedenti la data di nascita della bambina risultata certamente affetta da Tbc e, nel caso fossero accertati ulteriori casi di positività, anche nei confronti dei bambini nati nei tre mesi precedenti l’ ultimo caso di infezione eventualmente accertato estendendo l’ indagine, sempre nel rispetto dei criteri dettati delle linee guida, al massimo fino alla data in cui l’ infermiera risultata colpita dall’ infezione ha preso servizio nel reparto». In pratica: secondo il Consiglio di Stato è giusto, comunque, estendere i test a chi è nato nei tre mesi precedenti al 22 marzo. Si tratta del giorno in cui venne alla luce al Gemelli la piccola Sara, l’ unica bimba malata di Tbc. Quindi bisogna richiamare anche i bimbi nati fra il 22 e il 31 dicembre 2010 (con i test, come detto, ci si era fermati al primo gennaio 2011). Se fra i bimbi nati in quella decina di giorni mancanti dovesse risultarne qualcun altro malato (non semplicemente positivo, dicono in Regione, ma malato) allora bisognerebbe andare indietro di altri tre mesi. Ma pensare che vi siano bimbi malati di Tbc fra quelli nati fra il 22 e il 31 dicembre 2010 è alquanto improbabile, visto che i sintomi sarebbero evidenti. E’ invece possibile che ve ne siano dei positivi e in quel caso dovrebbero essere sottoposti alla profilassi così come è avvenuto ai 122 bimbi positivi fra quelli che già hanno fatto il test del Quantiferon. Resta una domanda: perché il Consiglio di Stato modifica il provvedimento del 29 settembre del Tar secondo il quale il test andava semplicemente esteso a tutti i bimbi nati nel 2010? C’ è un passaggio della sentenza che spiega la logica di questa decisione: «Nelle more della pronuncia sull’ appello cautelare sono stati effettuati numerosi test fra bambini nati, anche nel corso del 2010 e non risulta siano stati accertati altri casi di sicura contrazione dell’ infezione». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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