Tbc, neonato positivo anche a dicembre
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fonte:
- Corriere della Sera
Nuovo giallo tra i neonati infettati da una infermiera nel nido del Policlinico Gemelli: la Regione aveva deciso di esaminare i bimbi dal 1° gennaio al 31 luglio. Ma uno, venuto al mondo l’ 8 dicembre, cioè 20 giorni prima delle data di inizio fissata per effettuare i test, è risultato positivo. La notizia l’ ha raccontata il padre collegato telefonicamente con il teatro San Genesio, nel quale il Codacons ha riunito ieri un folto gruppo di genitori dei neonati per denunciare «lo scandalo sanitario più grave in Europa negli ultimi 20 anni». Salgono così a 123 i piccoli venuti in contatto con il bacillo sui 1.416 esaminati. I piccoli coinvolti, secondo il ministero della Salute, sono in totale 1.708 e a oggi ne sono stati contattati 1.621. La scoperta di quest’ ultimo neonato positivo è molto probabile che costringerà la Regione a estendere i controlli, come chiesto dal Codacons che ha avviato tra l’ altro due class action : nei confronti del Policlinico Gemelli per i bambini risultati positivi e per quelli risultati negativi, oltre a una richiesta di risarcimento per i piccoli e le loro famiglie presentata al Tar del Lazio e a un’ azione penale nella quale si sono dichiarati parte offesa alcuni genitori, il Codacons stesso e l’ associazione Articolo 32. E di conseguenza anche in Procura si attende l’ arrivo di questo nuovo esposto: «Lo stiamo preparando – conferma l’ avvocato Alessia Stabile, uno dei legali dell’ associazione dei consumatori che segue il caso – e lo presenteremo in questi giorni a piazzale Clodio perché è necessario fare chiarezza e ampliare gli accertamenti». E il risarcimento danni, per il Codacons, potrebbe superare il milione di euro a bambino. Ma oltre al danno la beffa: «Al Gemelli ci è stato detto che nostro figlio, nato l’ 8 dicembre 2010, non rientra nel range di screening gratuiti della Regione – racconta il papà dell’ ultimo risultato positivo -. Per cui al Policlinico abbiamo pagato 70 euro per il test». Intanto preoccupazione, paura e incredulità serpeggiano tra le altre famiglie coinvolte: «Mi è crollato il mondo addosso – commenta Federica Pandolfi, 28 anni, mentre culla suo figlio nato l’ 11 gennaio -. Non riesco ancora a farmi una ragione di una cosa così assurda. Temo che non ci sia stata la giusta attenzione nei controlli sul personale in ospedale e che abbiano sottovalutato l’ infezione: pazzesco». Parole condivisa da Davide Previtera, 38 anni, papà di un altro neonato venuto in contatto con il bacillo: «Dover dare antibiotici per sei mesi a un neonato non gli fa di certo bene – rincara la dose -. Il 2 settembre mi hanno detto al Bambino Gesù che mio figlio è positivo, ma lui è stato sempre nella camera con mio moglie ed è andato nel nido solo per qualche controllo di routine, poche volte, per pochi minuti. All’ inizio speravamo in un errore, ma ora siamo distrutti. Questo è uno tsunami». Anche Adele Caizza, 37 anni, è preoccupata: «Non capisco perché il nido sia ancora aperto, ma la Tbc non è solo lì». «Eravamo strafelici, il primo figlio, un sogno, stava benissimo: poi ci siamo risvegliati all’ inferno. E non sappiamo ancora quali conseguenze avranno sei mesi di antibiotici sul piccolo. Quello che è successo è inconcepibile, ma chi ha sbagliato deve pagare». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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