7 Settembre 2011

Tbc/ I familiari dei bimbi fra rabbia e preoccupazione

Tbc/ I familiari dei bimbi fra rabbia e preoccupazione
 

Sono pronti a dar battaglia i genitori dei bimbi positivi al test sulla tbc dopo lo scoppiare del caso al policlinico Gemelli ad inizio agosto. Alcuni di loro si sono ritrovati questa mattina presso il teatro San Genesio a Roma, dove il Codacons ha illustrato le iniziative che verranno portate avanti a tutela delle famiglie coinvolte. Fra i tanti genitori, numerosi coloro venuti in compagnia dei piccoli figli, regna però anche tanta paura per le condizioni dei figli, anche alla luce dei possibili danni provocati dalle cure. "Oggi, dopo l’ incontro, ho più paura perché hanno parlato dei possibili danni neurologici a causa dell’ uso di antibiotici" ha spiegato una mamma allarmata dalla notizia di effetti collaterali. Una situazione particolare, confermata anche da un altro genitore che ha raccontato della telefonata in lacrime con il marito: "Noi viviamo a Palestrina dove c’ è un ottimo reparto di neonatologia" ma non quello di rianimazione. Proprio per questo, credendo il Gemelli più indicato "abbiamo scelto questa soluzione perché come mamma preferivo un ospedale di primo livello". Ora "sono tre giorni che facciamo avanti e indietro" ha spiegato la giovane mamma. Ma sono tante le storie di genitori alle prese con questa vicenda. C’ è chi ha raccontato di trattamenti non proprio eccellenti da parte dei medici, come una mamma che ha spiegato di essersi sentiamo dire da un medico del reparto: "Ma che pretendi, se vai in autobus la prendi lo stesso la tbc". Un’ altra mamma ha invece raccontato di aver visto prelevare al figlio di 4 mesi 4 provette di sangue, mentre un padre ha parlato di addirittura tre lastre al torace. Infine, emblematico il caso del piccolo nato l’ 8 dicembre 2010: poiché nato prima del 1 gennaio i medici hanno detto ai genitori che per il test se la sarebbero dovuta cavare da soli ed effettuarlo a pagamento.

 

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