Tbc, Gemelli sotto accusa: “Controlli inefficaci”
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fonte:
- la Repubblica
ROMA – Qualcosa che non ha funzionato nei controlli preventivi previsti dalla legge per il personale sanitario. E, ancora, discrepanze tra il racconto dell´infermiera malata di Tbc e le documentazioni acquisite dai carabinieri del Nas presso il Gemelli. E’ quanto emerge dai primi passi dell´inchiesta della procura di Roma sul contagio di tubercolosi in corso tra i bambini nati al Gemelli quest´anno. Il numero dei casi positivi sale ogni giorno. Con i 22 di ieri il conto è arrivato a 79 più il caso di una bimba che ha sviluppato la malattia (gli altri, invece, sono solo venuti a contatto col bacillo) e ricoverata al Bambin Gesù. La novità di ieri è che tra i positivi c´è anche un bimbo nato a gennaio, circostanza che ha obbligato la Regione Lazio a estendere i test anche a chi è venuto alla luce nel primo mese dell´anno al Gemelli. I bambini coinvolti diventano così 1.745. Gli esperti continuano a non voler usare la parola «epidemia» con una media di positivi inferiore al 8%. Però l´allarme resta alto. Ieri allo Spallanzani, dov´è ricoverata nel reparto malattie infettive da fine luglio, è stata sentita come persona informata sui fatti l´infermiera di neonatologia del Gemelli da cui sarebbe partito il contagio. Il procuratore aggiunto Leonardo Frisani e il pm Alberto Pioletti sono entrati in reparto indossando una mascherina per chiarire tempi e modi di contrazione della malattia e i controlli ai quali è stata sottoposta negli ultimi anni. Dai primi riscontri emergerebbe che la donna era risultata positiva al test della Tbc già nel 2004, quando, secondo una denuncia del Codacons, si sarebbe ammalato (di pleurite tubercolare, forma non contagiosa) anche il marito che, secondo i consumatori, farebbe anch´egli l´infermiere e avrebbe lavorato in una struttura sanitaria che afferisce al Gemelli. Dal policlinico, però, arriva una smentita.
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