Tbc, denuncia del Codacons per epidemia e disastro
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fonte:
- Il Piccolo
ROMA «Il marito dell’ infermiera ha lavorato con malati oncologici». Continua a suon di denunce la battaglia del Codacons sul caso dell’ infermiera con la tubercolosi che al Gemelli ha contagiato 57 bambini. L’ associazione ha chiesto ai Pm e alla Procura Generale della Corte di Appello di agire per i reati di «epidemia e disastro colposo» e ha annunciato che il 14 settembre i suoi legali «ascolteranno, in base alla legge sulle informazioni difensive, Renata Polverini e il marito dell’ infermiera Massimo P.» al fine di conoscere la gestione delle emergenze sanitarie nel Lazio e di avere esatte informazioni sui reparti e sugli ospedali presso i quali l’ uomo ha lavorato come infermiere, prima, durante e dopo la malattia contratta. Secondo alcune indiscrezioni raccolte dal Codacons, «il marito dell’ infermiera avrebbe lavorato come operatore socio-sanitario presso Villa Speranza, struttura connessa al Policlinico Gemelli e dedicata alla cura dei malati oncologici, e avrebbe preso parte ad un concorso presso la Asl Rm B». L’ associazione consumatori ha poi presentato un ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’ annullamento della Commissione nominata dalla Polverini, per un’ indagine sul contagio per «conflitto d’ interesse» in quanto ne fanno parte «dipendenti di strutture sanitarie regionali ». Intanto anche, Ignazio Marino, chirurgo e senatore del Pd, definisce quanto accaduto «un’ epidemia che si è sviluppata dentro un ospedale». Sottolineando che c’ è un’ epidemia quando «si registra un numero di contagi superiore a quello che sarebbe atteso», Marino ritiene «non normale» che «così tanti bambini siano entrati in contatto col batterio», ma, aggiunge,«la caccia all’ untore non serve».
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