Tbc, altri dieci casi La rabbia dei genitori “Saputo per caso”
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fonte:
- Corriere della Sera
Non si arresta il trend delle risposte positive ai test della tubercolosi. Ieri, sono emersi altri dieci casi, che portano così a 34 il totale dei bambini, nati al Policlinico Gemelli e venuti a contatto con il batterio della Tbc. Si tratta di 3 femmine e di 7 maschi, visitati nelle strutture preposte venerdì. Tre sono nati a marzo, tre a maggio, tre a giugno e uno a luglio. I prossimi controlli, su 170 neonati, sono in programma per lunedì negli ambulatori del Bambino Gesù, del San Camillo e del Gemelli. Ad oggi, il call center della Asl ha fissato 1.186 appuntamenti (su un totale di 1.479 famiglie), di cui 104 tra i nati a febbraio. Proprio sulle loro visite saranno puntati gli occhi dell’ unità di coordinamento e della Commissione d’ indagine (che si insedierà domani nel primo pomeriggio): se i test sui nati a febbraio saranno positivi, allora si dovrà ampliare ai partoriti a gennaio e poi a quelli degli ultimi mesi del 2010. Il che comporta però un piano preciso e puntuale, da mettere a punto già martedì prossimo, che tenga conto dei contatti esterni che può aver avuto un bimbo di otto mesi. E, più aumentano i casi positivi, più crescono le ansie e le attese che tormentano i sonni dei genitori dei bambini coinvolti, loro malgrado, nell’ allarme tubercolosi. C’ è chi ha saputo dell’ emergenza dai giornali, chi non è stato chiamato per il controllo e chi non si sente affatto rassicurato dalle parole della presidente Polverini. Alcuni hanno lasciato i loro pensieri e hanno dato voce ai loro timori sulla bacheca del Corriere on line. «Ho appreso la notizia dal giornale: nessuna chiamata, nessuna lettera – ha scritto Laura Passacantando -. Passata la prima fase di panico, mi sono attivata per reperire i numeri utili… Ma utili a cosa? A sapere che il nome del mio bambino è inserito in una lista? Così abbiamo provveduto privatamente, pregando che Andrea fosse negativo al test». E fortunatamente lo è, ma la rabbia di mamma cresce alla notizia «del numero di bambini contagiati. Mi sembra assurdo! Indecoroso!». Tanti i messaggi di risposta e di solidarietà che le sono arrivati. «Nemmeno noi siamo stati chiamati e non staremo ad aspettare che qualcuno si accorga che esistiamo. Provvederemo in via privata», le risponde un papà, che poi si rivolge alla governatrice: «Se permettete, voglio qualcuno che sia davvero rappresentativo del settore a dire onestamente le cose come stanno, certamente non lei, che stimo essere persona senza competenza alcuna in materia». Al fianco delle famiglie si schiera anche il Codacons: «Secondo la giurisprudenza della Cassazione, tutti i familiari di bambini che sono stati a rischio di contagio, anche se non lo hanno subito, possono chiedere i danni al Gemelli per la paura e il rischio corso – informa l’ associazione dei consumatori -. Abbiamo messo a disposizione uno staff di legali e medici che esaminerà gratuitamente i casi per decidere se agire contro l’ ospedale».
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