7 Settembre 2011

Tbc al Gemelli, positivo bimbo nato nel 2010

La conferenza del Codacons. Dicembre non rientra nel periodo considerato per i test del programma sorveglianza. Il padre: ci siamo mossi da soli.

Un bimbo che non rientrava nel campione su cui la Regione sta effettuando i controlli. Un padre che, preoccupato, decide di effettuare lo stesso il test privatamente. E il risultato, che conferma il suo timore. Il neonato, nato al Policlinico Gemelli nel dicembre 2010, è risultato positivo al test sulla Tbc. Lo ha annunciato il Codacons oggi durante la conferenza stampa organizzata dall’ associazione al teatro di San Genesio a Roma. La notizia, ha spiegato il Codacons è stata riferita dal padre del bambino alla stessa associazione, attraverso un sms arrivato, al termine delle conferenza, al presidente del Codacons Carlo Rienzi, il quale ne ha dato così notizia ai giornalisti presenti. IL CASO ESCLUSO DAL CAMPIONE DELLA REGIONE Dicembre non era stato inserito tra i mesi per i quali la Regione Lazio ha effettuato il monitoraggio sui neonati nati al Gemelli e interessati dal programma di sorveglianza sulla tubercolosi, monitoraggio che ha interessato invece la lista dei piccoli nati al Gemelli da gennaio a luglio 2011. IL PADRE: "CI SIAMO MOSSI DA SOLI" Al termine delle conferenza stampa il genitore del bimbo nato a dicembre del 2010 e risultato positivo al test sulla tbc ha spiegato: "Mio figlio è nato l’ 8 dicembre 2010 al reparto di neonatologia del Gemelli e non appena la questione è esplosa sui media, coinvolgendo anche i bimbi nati a febbraio e gennaio, ci siamo attivati in maniera autonoma per far controllare nostro figlio". Il padre ha specificato che questi controlli "sono stati effettuati giovedì scorso presso lo stesso Gemelli e lunedì ci hanno comunicato la positività alla tbc. Ieri – ha aggiunto – abbiamo effettuato anche la lastra al torace sempre al Gemelli, fortunatamente negativa, ma andranno fatti altri accertamenti". Oltre il danno anche la beffa, poichè il genitore ha spiegato che "poiché mio figlio non rientrava tra i bimbi inseriti nel programma di sorveglianza attivato dalla Regione Lazio ce la siamo dovuta cavare da soli, ovvero a pagamento, tant’ è che abbiamo speso circa 70 euro" per fare effettuare il test.

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