9 Marzo 2011

Tbc a scuola, 15 ammalati Positivi al test 171 ragazzini

Tbc a scuola, 15 ammalati Positivi al test 171 ragazzini
 

– MILANO – LO SCREENING E’ FINITO. Nella scuola elementare Leonardo da Vinci i bambini ammalati di tubercolosi sono 15. In tre casi però si tratta di malattia di natura non contagiosa. Il numero dei bambini risultati positivi al test di Mantoux è salito a 171, tanti sono gli studenti che sono entrati in contatto con il bacillo. Tutti i 944 ragazzini della scuola sono stati esaminati e questo viene giudicato dagli esperti dell’ Asl, un passo fondamentale per arginare la «piccola» epidemia. Che non smette di preoccupare le famiglie. Ma ancora una volta l’ Asl ha precisato che non c’ è alcuna ragione di chiudere la scuola. Non c’ è motivo di isolare i bambini «positivi», e non sono richieste pratiche particolari se non quella della cura sia per i malati che per i positivi. Una cura – più o meno lunga e a base di antibiotici – che non pregiudica (tranne per i malati in stato avanzato) una vita quotidiana normalissima. Quindi: scuola, studio, gioco e tutto il resto. L’ Asl invita a non perdere la calma e non farsi prendere dal panico, perchè una volta esaminati tutti i bambini la situazione a scuola è ormai sotto controllo. Certo, rimane il mistero di come sia stato possibile una concentrazione di «positivi» alla tubercolina così alta in una scuola, praticamente un bambino su 5, e come sia stato possibile un numero così elevato di bambini malati (sette) quando in tutta Milano si contano 250 casi l’ anno, ovviamente diffusi su tutto il territorio. A questo proposito il caso finirà in Procura. Il Codacons, «vuole vederci chiaro» e ha presentato un esposto alla Procura per accertare se in questa vicenda vi siano profili penalmente rilevanti, quali ad esempio l’ omissione d’ atti d’ ufficio. «Ci sono troppe anomalie. Evidentemente non ci si è accorti in tempo utile del contagio. Chiediamo alla Procura di accertare se ci sono state sottovalutazioni di alcuni casi segnalati in precedenza e se tutti quelli che sono preposti a vigilare sulla salute e la sicurezza dei bambini hanno preso le giuste precauzioni per evitare il diffondersi della malattia», ha dichiarato il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli. Ed è ancora «senza nome» il presunto untore. cioè il primo malato che ha avviato il contagio. Uno dei clochard frequentatori dei giardinetti vicini all’ istituto era stato colpito da tbc, e che il batterio responsabile dell’ infezione era identico a quello riscontrato in uno dei primi due bimbi malati. «Non escludiamo di trovare l’ eventuale anello di congiunzione con il senzatetto – dice il dottor Ciconali (Asl) – ma a questo punto è praticamente certo che il collegamento non sia più tra il clochard e tutti i bambini entrati in contatto con il bacillo della tbc, bensì fra un bambino malato e gli altri. Resta da capire come questo primo bambino si sia infettato»
 

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