30 Agosto 2011

Tbc, 52 i bimbi positivi si insedia la commissione

 

 
 
Ancora una volta, il bollettino dei positivi alla tubercolosi viene aggiornato. Al rialzo. Proprio nella giornata in cui il Codacons insinua un dubbio tremendo: il marito dell’ infermiera infetta è stato o no malato di Tbc nel 2004? Con i nuovi 18 casi, emersi tra i 300 neonati sottoposti al test tra venerdì e sabato, la conta – ancora parziale – arriva a 52 (dunque il 7,3 per cento dei quasi 1.500 bambini richiamati). Undici maschi e sette femmine, che risultano nati a luglio (1), a giugno (5), a maggio (3), aprile (2), marzo (altri 2) e soprattutto a febbraio (5). Il che comporta che quasi certamente verranno ampliati i controlli anche ai nati a gennaio e forse anche agli ultimi mesi del 2010. La stessa governatrice del Lazio, Renata Polverini, soltanto ieri aveva infatti annunciato. «Se ci fossero dei positivi a febbraio valuteremo se estendere i controlli». Ma a tenere banco, ieri, è stato il giallo che vede protagonista il marito dell’ infermiera da cui tutto il caso Tbc al Gemelli è scaturito. Secondo il Codacons, infatti, che ha anche presentato un esposto in Procura, l’ uomo avrebbe contratto la malattia molti anni prima della moglie, nel 2004. «Desta sconcerto che il Gemelli non abbia fatto le visite periodiche obbligatorie alla dipendente», commentano dall’ associazione dei consumatori, che contro l’ ospedale ha già raccolto decine di denunce di famiglie con bimbi risultati positivi al test della Tbc. «L’ infermiera lavora da due anni e mezzo nel reparto neonatale. Ed è per questo che l’ associazione ha chiesto alla presidente della Regione di far identificare tutti, bambini e adulti, che negli ultimi due anni e mezzo hanno avuto contatto con la donna». Della notizia del contagio dell’ uomo, però, non c’ è una conferma ufficiale. Interpellati, Nas e Procura non smentiscono e parlano di «ulteriori accertamenti». Immediata invece la replica del Gemelli. «La direzione del Policlinico universitario dichiara che non è mai giunta, né da parte della dipendente cui è stata diagnosticata Tbc, né da parte delle autorità sanitarie competenti, segnalazione di patologia tubercolotica, di cui sarebbe stato affetto un familiare dell’ infermiera. Tutti gli altri aspetti saranno chiariti nelle opportune sedi». E intanto, ieri, si è insediata la Commissione di indagine regionale. «La sua nascita – ha detto la Polverini – non presuppone alcuna epidemia. Questa è una parola che in questo momento non è necessario e utile usare». Gli auguri, le speranze e le rassicurazioni però non bastano più ad alcuni genitori. Che continuano a sfogarsi. E lo fanno anche sul sito del Corriere. Significative le parole di un «babbo», si firma così, di uno dei 1.500 bimbi coinvolti. «Hanno iniziato a subire, a pochi mesi o addirittura giorni di vita, la solita ingiustizia, quell’ infame tiritera a cui siamo ormai avvezzi – scrive -. Non mi fermerò finché i responsabili non salteranno fuori e non pagheranno. Dovesse diventare lo sport quotidiano del mio avvocato». E la chiusa promette vendetta. «Tanto poi sono gli Altri a rimetterci, giusto? Beh, eccoli questi Altri, stanno arrivando». 
Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this