Taxitruffa,vigili in missione segreta
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fonte:
- la Repubblica
Taxitruffa,vigili in missione segreta
Nelle vetture controllori in borghese. “La città non va screditata“
Verificano le tariffe, gli scatti del tassametro e l`esatta conversione tra euro e lire
I servizi sulle auto partite da Fiumicino Ora schierati una trentina di uomini
Sotto strettissima osservazione. Da agenti e collaboratori della polizia municipale in borghese, anche donne e anche stranieri, che da qualche giorno prendono il taxi come clienti qualunque ma controllano con occhi polizieschi la tariffa finale, la correttezza degli scatti aggiuntivi del tassametro, l`itinerario che sia davvero il più diretto alla meta e la precisa conversione tra lire ed euro. E richiedono la ricevuta.
A pensar male sarà anche peccato, ma il tormentone televisivo di “Striscia la Notizia“ sulle truffe dei tassinari romani lievitatori del costo della corsa, ha davvero colpito nel segno. E, fin dalle primissime, impietose riprese sui loro imbrogli ai danni di fintamente ignare e tonte turiste giapponesi, l`amministrazione capitolina si è messa in moto. Spiega Aldo Zanetti, comandante dei vigili urbani di Roma, signore veneto che quelle puntate se l`è viste tutte, e fin dalla prima è balzato scandalizzato sulla sedia: «Quelle immagini sono preoccupanti, non possiamo tollerare che accadano vicende che portano un tale discredito sulla città», va giù duro Zanetti, ben cosciente anche che “Striscia“ ha un audience spaventosa, una media di oltre 11 milione di spettatori a sera, e con picchi di tredici milioni, proprio durante le puntate contro i tassisti del Cupolone. E così, d`accordo col Campidoglio, ha velocemente istruito una squadra di una trentina di suoi controllori, alcuni dei quali “arruolati“ tra quelli che di norma girano sotto il Colosseo per “cuccare“ le guide abusive e li ha mandati a verificare sul campo chi dei tassinari svolge anche la mansione di truffatore. Rischia l`arresto e, ancora prima, l`immediato ritiro della licenza.
«Stanno lavorando bene, molto bene i nostri controllori», aggiunge Zanetti, ma non vuole tracciare un primo bilancio dell`insolita operazione stile spionaggio metropolitano. E incalza l`assessore alla Sicurezza Liliana Ferraro: «Proprio mentre stiamo svolgendo con grandissimo impegno un azione complessiva sul recupero del rispetto della città, del suo decoro e delle regole, è singolare che una categoria che è un biglietto da visita di Roma nel mondo si comporti in questo modo, e danneggi così fortemente l`immagine della Capitale. Non posso che augurarmi che tali comportamenti non siano veri o che siano delle esagerazioni televisive».
Ma intanto restano scolpite quelle immagini trasmesse con acuto, spietato verismo sui moltiplicarsi dei conti finali: «Prego, sono 95 euro», diceva ad esempio un tassinaro al termine di una corsa dal Centro all`Eur anche se si vedeva perfettamente che il tassametro era ancora tarato in lire, e che dunque chiedeva più meno il doppio della somma dovuta. O anche, i 70 euro chiesti per un percorso che il giorno precedente, stessa ora, stesso traffico, era costato poco più della metà e con tanto di viscida risposta del tassista «eh sì, è così: il prezzo varia a seconda dell`ora, del tipo dell`auto e poi mi deve pagare anche il ritorno» con la cliente giapponese che balbetta un nippoinglese da macchietta. Il tragitto principe delle truffe, quello da Fiumicino al Centro.
In Procura è già arrivato un espostodenuncia del Codacons, e si è mossa con toni accusatori anche la Angelilli, la sconfitta candidata vicesindaco del Polo, malgrado An sia da sempre a Roma il partito più schierato a difesa della forte corporazione delle auto bianche.
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