1 Luglio 2006

Taxisti in sciopero protestano anche farmacisti e Anci

Roma. Una levata di scudi delle categorie interessate scatta non appena si diffonde la notizia delle liberalizzazioni varate dal governo. I sindacati dei taxisti, le associazioni dei farmacisti, le compagnie di assicurazione sono in stato di allarme e promettono battaglia. Solo le associazioni dei consumatori si dicono soddisfatte. Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, lo aveva messo in conto, che il suo “pacchetto“ avrebbe creato un certo scompiglio. “Già mi cercano?“, ha ironizzato durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi mentre gli squillava il telefonino. La novità, per molti, è arrivata come un fulmine a ciel sereno se è vero, come sostengono le categorie dei farmacisti, che nessun accenno era stato fatto nei giorni scorsi a un provvedimento di questo genere. Anzi, si era parlato di “concertazione“ con il ministro della Salute, Livia Turco, e invece il governo “preferisce stare – sostengono i farmacisti – dalla parte dei più forti“. Ma a prenderla peggio di tutti sono i taxisti. Ieri pomeriggio, all`aeroporto di Linate, in duecento hanno organizzato una manifestazione di protesta. E disagi si sono verificati anche a Torino. La categoria è pronta a una mobilitazione su scala nazionale con blocchi stradali e strade affollate di turisti che non riusciranno a spostarsi per le città. “Non resteremo certamente inerti ad attendere che gli attuali equilibri vengano stravolti“, promette Salvatore Luca, responsabile del settore taxi della Confederazione delle libere associazioni artigiane. Ieri stesso le sigle hanno dato vita al coordinamento nazionale “Taxi italiano“, dandosi appuntamento ad oggi per concordare le iniziative. L`Ania, associazione delle compagnie di assicurazione colpite dall`abolizione dell`esclusiva tra agenti e assicurazioni, lamenta “impatti rilevanti sulle imprese e sull`apprezzamento dei mercati“. A farne le spese, insomma, sarebbero i consumatori. Proprio come sostengono i farmacisti, che perdono il monopolio sulla vendita dei prodotti da banco: “E` un grave danno“, dicono. Non solo per le farmacie, ma anche “per gli utenti che saranno indotti a comprare più farmaci senza controllo, come se fossero caramelle“. Per non parlare delle piccole farmacie che “chiuderanno“, sentenzia Franco Caprino, segretario nazionale di Federfarma. Opposto il giudizio di Coop-Ancc, che aveva presentato a febbraio scorso una proposta di legge sul tema, sottoscritta da 800 mila cittadini. La previsione è di un deciso vantaggio per le tasche dei consumatori, con riduzione dei prezzi dal 25 al 50 per cento, grazie alla concorrenza. Su questa linea anche il giudizio di Adusbef, Federconsumatori e Aduc, convinti che il piano delle liberalizzazioni favorirà “la qualità“ dei servizi e la diminuzione dei prezzi. Il Codacons ha fatto pure i conti, quantificando in circa 500 euro il risparmio annuo delle famiglie. Unica riserva: verificare che le liberalizzazioni aprano a una vera concorrenza. L`unica categoria a non scomporsi è quella dei panettieri. “Bene alle liberalizzazioni anche nel nostro settore“, commenta Gaetano Pergamo, segretario nazionale della Fiesa-Assopanificatori, che si aspetta ulteriori passi avanti. Da parte sua, l`Anci, associazione dei Comuni, esprime “disappunto“ per il metodo seguito dal governo, che ha tenuto gli enti locali “all`oscuro di tutto“.

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