Taxi-Governo, rapporti ancora ad alta tensione
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fonte:
- La Padania
Roma – Continua la contesa tra il governo e i taxisti a seguito delle liberalizzazioni apportate dal decreto Bersani. Ieri c è stato un nuovo incontro tra sindacati e esecutivo da cui, secondo il ministero dello Sviluppo Economico sono emersi punti di convergenza nella trattativa in corso. A riferirlo è il capo della segreteria tecnica, Franco Raffaldini, gettato in avanti dal ministro Bersani che preferisce non parlare. “Il secondo incontro tecnico tra dirigenti del ministero, associazioni dei tassisti e rappresentanti dell Anci – riferisce Raffaldini – è servito per approfondire i temi al centro del confronto. È stato un incontro utile nel quale sono emersi punti di convergenza. Rimangono altre questioni da affrontare“. Ma a sentire la categoria non pare che le nubi si diradino all orizzonte. “No alle licenze dei taxi ai ricchi e alle società di capitali“. A dirlo è stato martedì il presidente dell Uri, Unione dei Radiotaxi d Italia, Loreno Bittarelli. La preoccupazione dei taxisti è che le nuove licenze possano finire in mano alle cooperative. “Noi sosteniamo – chiarisce il presidente dell Uri – che l eventuale rilascio di ulteriori licenze debba avvenire con bandi pubblici che garantiscano l accesso e massima trasparenza a tutti i cittadini, perché riteniamo che il lavoro non vada acquistato, in quanto è un diritto che non può essere riservato soltanto ai pochi che possiedono disponibilità di capitali. Il lavoro è, e deve rimanere, un diritto di tutti, in primo luogo dei più deboli che, invece, potrebbero non disporre di somme di denaro per poter accedere al lavoro“. Intanto la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo sull astensione dei tassisti dal servizio a seguito dell entrata in vigore del decreto Bersani ipotizzando il reato di interruzione di pubblico servizio. L indagine è stata avviata sulla base di un esposto fatto dal Codacons. “La Commissione di garanzia, nella seduta odierna, – si legge in una nota – ha deliberato all unanimità di aprire nei confronti del Coordinamento Taxi Italiano e delle singole Organizzazioni di categoria aderenti al detto Coordinamento, il procedimento di valutazione del comportamento in relazione alle astensioni collettive dal servizio taxi verificatesi a livello nazionale nei primi giorni del mese di luglio“. “Le Organizzazioni di categoria, secondo quanto previsto dalla legge, – continua la nota – hanno trenta giorni per far pervenire alla Commissione le loro osservazioni e per chiedere di essere sentite“. Ma il fermento nella categoria è talmente alto che ieri è stato fondato un nuovo movimento di rappresentanza Movimento per la tutela della professionalità del taxista . “Assolutamente gratuito e aperto a chiunque voglia aderire e collaborare, in questo delicato momento, a migliorare la vita di chi lavora su un taxi“. “Purtroppo, visto quanto accaduto in questi ultimi periodi, non ci sentiamo adeguatamente rappresentati e tutelati – spiegano Raffaella Piccinni e Vittorio Lopergolo, tra i fondatori del movimento – per questo abbiamo dato vita a questa nuova associazione che, attraverso criteri di trasparenza e informazione vuole rendere partecipi gli appartenenti alla categoria, circa la riforma che li vede protagonisti“.
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