28 Gennaio 2011

Taxi, no dell’ Antitrust ai rincari

Taxi, no dell’ Antitrust ai rincari
 

ROMA – L’ aumento delle tariffe dei taxi a Roma non è coerente con i principi della concorrenza. A decretarlo è l’ organismo che vigila sul mercato, l’ Antitrust, che ieri ha inviato una segnalazione al Comune di Roma, auspicando che «le osservazioni formulate possano essere utilmente tenute in considerazione nell’ ambito dell’ emanazione definitiva» del provvedimento che contiene gli stessi aumenti. Ma il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, ha già annunciato che non ci sarà nessuna marcia indietro e che al Garante, Antonio Catricalà, saranno inviate controdeduzioni. Le critiche dell’ Antitrust riguardano in particolare i meccanismi che agganciano gli incrementi delle tariffe dei taxi all’ aumento del numero delle licenze deciso dalla giunta Veltroni nel 2007. L’ Autorità fa notare che la riforma Alemanno «presenta certamente alcuni profili migliorativi» , quando stabilisce che il livello delle tariffe regolato è quello massimo, mentre i conducenti sono liberi di applicare tariffe inferiori e quando introduce l’ obbligo della ricevuta elettronica. Tuttavia «le potenzialità di tali misure rischiano di essere vanificate» sul piano della concorrenza. Secondo Catricalà l’ ampliamento dell’ organico, derivato dal rilascio di nuove licenze, intervenuto nella Capitale, non avrebbe dovuto suggerire all’ amministrazione un aumento delle tariffe, ma una loro riduzione secondo una normale logica di mercato. «Qualsiasi altra interpretazione sarebbe volta a mantenere rendite di posizione» . «Le osservazioni dell’ Antitrust saranno valutate per eventuali correzioni, ma non si torna indietro – è stato il commento del sindaco -: la Commissione di congruità ha fatto la sua valutazione. Quello che bisogna fare adesso – ha proseguito – sono gli scontrini e le norme a tutela dei consumatori su cui sta lavorando l’ assessore Aurigemma (ai Trasporti, ndr)» . Affermazioni in parte riviste più tardi: «Non crediamo ci siano gli estremi per cambiare la delibera. E’ presto per rispondere» . Intanto insorgono le associazioni dei taxisti mentre esultano quelle dei consumatori. «L’ aumento delle tariffe non si tocca. Punto» , dice il segretario nazionale di Unica Taxi della Cgil, Nicola Di Giacobbe, invitando l’ Antitrust a occuparsi dell’ abusivismo. «Quella dell’ Antitrust mi sembra una forzatura interpretativa» afferma Loreno Bittarelli, presidente nazionale di Uritaxi, che torna a criticare l’ aumento del 54%per il costo dei primi 5 km: «L’ aumento doveva essere fatto in maniera più equilibrata» . E intanto il Codacons, che ha già presentato ricorso al Tar, minaccia un’ azione collettiva (class action).  © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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