4 Ottobre 2011

Taxi, la maratona degli aumenti si discute un rincaro del 10-12% annuo

Taxi, la maratona degli aumenti si discute un rincaro del 10-12% annuo
 

 ROMA – Il giorno dopo la grande protesta dei sindacati degli autoferrotranvieri, un’ altra giornata decisiva sul fronte dei trasporti: si decide martedì 4, in Campidoglio, il possibile via ai contestati aumenti delle tariffe taxi. I consumatori – assistiti dalle varie associazioni, dal Codacons al Codici – sono sul piede di guerra. Hanno presentato tramite l’ opposizione in Comune un migliaio di emendamenti. L’ adeguamento al rialzo dei tassametri dovrebbe avvenire su base Istat, ma dividono alcune novità clamorose: ci sarà un sovrapprezzo del 5% per chi sceglie di pagare con bancomat o carta di credito; non scatta l’ obbligo di ricevuta automatica; il numero unico per le prenotazioni non abbatterà i costi più alti chiamando il taxi più vicino al richiedente. Insomma, la nuova delibera ha contenuti ben diversi da quelli iniziali: si parla di un regolamento stravolto nato dalla difficile quadra tra le tante diverse posizioni all’ interno della maggioranza. E a pagarne il conto saranno, come sempre, gli utenti.
MARATONA IN AULA – Intanto la seconda maratona d’ aula per aumentare le tariffe (dopo che la prima è stata vanificata dalla bocciatura della delibera da parte del Tar) è ripartita lunedì 3 ottobre alle 18. Ratio del documentò sono "la lotta all’ abusivismo e la trasparenza", dichiarano in Campidoglio. Ma quel che più interessa i romani è l’ articolo 30, in cui si parla di tariffe. Tariffe, contestano i conducenti, ferme al 2007 e ancora in attesa dei ritocchi dopo 18 mesi di discussioni in consiglio comunale.
NUMERO UNICO – Il Codici contesta che la novità – a lungo attesa – del "numero unico di chiamata" (che esiste in molte altre città italiane) "non migliorerà il servizio né consentirà l’ abbattimento dei costi perché è un numero che semplicemente segnala la presenza della colonnina più vicina all’ utente e non mette, come era stato richiesto, in contatto l’ utente con il taxi più vicino". Non bastasse, la delibera al voto non include il Codice di comportamento dei conducenti di taxi che invece – denuncia il consigliere del Pd Athos De Luca, membro della Commissione trasporti – "doveva costituire una parte essenziale delle nuove regole, per ridare efficienza, decoro e trasparenza al servizio dei taxi nella capitale". LA RICEVUTA OPTIONAL – In tempi di crisi e di lotta all’ evasione non piace la modifica che lascia ampia libertà ai conducenti di auto bianche in merito alle ricevute: non obbligatorie e su richiesta. "Nella delibera sono sparite le sanzioni ai tassisti disonesti e oltretutto, in queste ore, pezzi della categoria e della maggioranza si stanno accordando sottobanco per trasformare la ricevuta automatica, vera garanzia per la clientela, in un generico pezzo di carta…", sbotta a nome dei consumatori Luciano De Vita, dell’ Adusbef. I CONTI IN TASCA – Fatti i debiti conti, ecco quanto verrà a costare la mini stangata nelle tasche degli utenti dei taxi. Stoppata dal Tar la prima delibera dell’ estate 2010 che prevedeva rincari del 54% per i tragitti brevi, si ragiona ora si discute di aumenti più contenuti e legati all’ indice Istat dei trasporti: quindi non sopra il 10-12%. Ma attenzione: gli aumenti Istat si calcolano su base annuale, il che significa che i ritocchi potrebbero scattare ogni autunno d’ ora in poi, dopo 4 anni di tariffe congelate. A compensare il tutto, una pioggia di incentivi per i tassisti: con un monte-contributi di 5 milioni di euro. "Le tariffe e i relativi supplementi – dice il primo comma dell’ art. 30 – sono fissati con deliberazione della giunta sulla base di un’ istruttoria del dipartimento VII che tenga conto dell’ aumento dei costi di gestione del servizio derivanti dall’ indice di inflazione del settore". Le nuove tariffe, ribadisce l’ assessore ai Trasporti Aurigemma, "saranno agganciate in modo chiaro all’ indice di inflazione del settore trasporti", ma i timori di una nuova stangata non si attenuano.
 
 
 
 
 

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