Taxi in sciopero contro il governo. Esposto del Codacons: “Interruzione di pubblico servizio”
I centralini sono muti, i parcheggi vuoti: «Favoriscono i noleggiatori»
anrea rossi Continua la protesta dei tassisti torinesi. Da giovedì mattina i centralini delle due cooperative torinesi sono muti, impossibile prenotare un’auto. Anche i parcheggi dei taxi sono vuoti.
Da mercoledì i tassisti sono in mobilitazione contro il decreto milleproroghe che ha rinviato di un anno le norme per contrastare l’abusivismo e per disciplinare i servizi di noleggio con conducente. Per la categoria è una dichiarazione di guerra: così, dicono, si favoriscono colossi come Uber e i noleggiatori con conducente, di fatto a tutti gli effetti concorrenti dei taxi.
Da mercoledì pomeriggio i tassisti sono in presidio davanti al Comune dove in serata la sindaca Appendino è andata a testimoniare la vicinanza sua e del Movimento 5 Stelle. E la protesta promette di proseguire a oltranza con inevitabili ripercussioni per chi per spostarsi ha bisogno di un taxi.
IL CODACONS: «Interruzione di pubblico servizio e blocco stradale».
Il Codacons fa sapere che depositerà un esposto urgente alle Procure della Repubblica di Roma, Milano e Torino, chiedendo di aprire una indagine sulla protesta odierna dei tassisti, alla luce delle possibili fattispecie di interruzione di pubblico servizio e blocco stradale. «Ciò che sta avvenendo in queste ore è gravissimo e intollerabile – spiega l’associazione dei consumatori in una nota – Senza alcun preavviso gli utenti sono stati privati di un servizio pubblico, con immensi disagi per i cittadini che in diverse città non riescono a reperire un taxi. Addirittura a Roma si è arrivati a bloccare la circolazione in centro e sono rimasti scoperti gli scali di Fiumicino e Ciampino».
«Una protesta assurda – prosegue il Codacons – perché coinvolge e danneggia gli utenti, che non hanno alcuna responsabilità, e che potrebbe realizzare ipotesi penalmente rilevanti. Per tale motivo chiediamo oggi alle Procure di identificare i tassisti responsabili delle agitazioni non preannunciate e agire nei loro confronti per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale». Il Codacons, infine, ritiene che «in materia di taxi e trasporti non sia più rimandabile una modifica della normativa vigente plasmata sui cambiamenti della società e delle nuove offerte del mercato, nell’interesse degli utenti italiani che non possono continuare a rimanere indietro rispetto al resto del mondo».
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