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11 Dicembre 2010

Taxi, bufera per il rinvio dei test antidroga

Il rinvio di un anno dei test antidroga e antialcol per i tassisti, disposto dall’ assessore Marchi giovedì, ha scatenato proteste bipartisan in Comune. Ieri sera la decisione è stata annullata. Il rinvio di un anno dei test antialcol e antidroga per i tassisti, disposto dall’ assessore Marchi con una mozione di giunta fatta votare giovedì, diventa l’ «innesco» finale di una situazione di tensione già altissima nella maggioranza. «Non bastava parentopoli, ora torniamo a fare casini anche sui taxi dopo 14 sedute di consiglio comunale per aumentare le tariffe!», è stato il commento incredulo di un esponente del Pdl capitolino, ieri mattina presto. La notizia riportata dal Corriere, quel rinvio deciso alla chetichella di una misura fondamentale per garantire la sicurezza dei clienti dei taxi (la delibera fu approvata la scorsa estate), ha scatenato le opposizioni e i comitati dei consumatori. «L’ assessore Marchi continua imperterrito nella sua disastrosa gestione: per compiacere una lobby se ne infischia dei provvedimenti del consiglio comunale. Il sindaco gli ritiri le deleghe», ha aperto il fuoco Umberto Marroni, capogruppo pd. «Alemanno intervenga e scongiuri l’ ennesimo passo falso del suo assessore», ha quasi implorato Alessandro Onorato, Udc. Ma anche dentro il Pdl le richieste erano esplicite. «L’ assessore non è adatto al suo ruolo – era il commento, alle 13, del professor Fernando Aiuti – I test su chi guida sono una misura di prevenzione ovvia, di buon senso. Sono profondamente deluso e mi riservo di parlarne con il sindaco». Come non bastasse, poco dopo, è stato il capogruppo pdl Luca Gramazio a «scaricare» il suo assessore: «Credo sia necessario un chiarimento sul percorso che ha portato una memoria di giunta amodificare una delibera votata all’ unanimità dall’ assemblea capitolina». Più chiaro di così… A metà pomeriggio, in un contesto aggravato dalla vicenda di parentopoli che induceva anche esponenti nazionali del Pd (Zanda e Ranucci) a chiedere le dimissioni di Alemanno, ha prevalso quindi una linea già sperimentata più volte in Campidoglio: la retromarcia. Il sindaco, dopo la sua telefonata infuocata di prima mattina con Marchi (quest’ ultimo dicono ne sia uscito fortemente prostrato) e dopo scambi di opinioni non proprio cordiali tra l’ assessore il consigliere-tassista Maurizio Berruti, ha incontrato i suoi e dettato la linea: «I test antidroga e antialcol vanno fatti, altro che rinvio di un anno. La sicurezza è al primo posto». Il risultato è stato un capolavoro di contorsionismo: in serata lo stesso Marchi ha precisato che «potranno godere delle nuove tariffe solo quei tassisti che sono in regola con la delibera 55 e che abbiano consegnato regolare documentazione al competente Dipartimento Mobilità». Detto in altri termini, gli aumenti delle corse approvati recentemente dal Comune (e attesi per le prossime settimane) andranno soltanto ai conducenti in grado di certificare la perfetta idoneità psico-fisica. Rinvio saltato, dunque. Anche se non è ancora chiaro come, entro i pochi giorni che mancano al termine perentorio del 31 dicembre, gli uffici potranno districarsi tra tassisti sobri e non drogati e tassisti, per dirla con un eufemismo, più «viziosi». A partire da Capodanno Roma avrà l’ esclusiva mondiale di auto bianche con due tassametri, a seconda del tasso alcolico del guidatore? «Non ci sarà nessun doppio tassametro – è stato costretto a precisare in serata, stremato, l’ assessore -. Il 60% della categoria è già attrezzata per i controlli sanitari e siamo certi che la restante parte avrà modo e tempo per mettersi in regola». Caso chiuso? Per ora sì. Tanto che lo stesso professor Aiuti all’ ora di cena ha attenuato i toni: «Con il confronto avuto con l’ assessore, il sindaco ha dimostrato ancora una volta di lavorare per tutelare le istanze di tutti i romani». Anche l’ Adoc, con il presidente Carlo Pileri che ieri mattina parlava di un provvedimento «iniquo e sfacciato», ha «preso atto» della correzione. Mentre il presidente del Codacons Carlo Rienzi, indignato per «lo schiaffo agli utenti sferzato a due mani da Comune e tassisti» con la memoria di giunta, ieri sera ha rimesso nel cassetto («speriamo definitivamente») il ricorso al Tar che aveva già fatto preparare dal suo ufficio legale. Il rinvio di un anno dei test antialcol e antidroga per i tassisti, disposto dall’ assessore Marchi con una mozione di giunta fatta votare giovedì, diventa l’ «innesco» finale di una situazione di tensione già altissima nella maggioranza. «Non bastava parentopoli, ora torniamo a fare casini anche sui taxi dopo 14 sedute di consiglio comunale per aumentare le tariffe!», è stato il commento incredulo di un esponente del Pdl capitolino, ieri mattina presto. La notizia riportata dal Corriere, quel rinvio deciso alla chetichella di una misura fondamentale per garantire la sicurezza dei clienti dei taxi (la delibera fu approvata la scorsa estate), ha scatenato le opposizioni e i comitati dei consumatori. «L’ assessore Marchi continua imperterrito nella sua disastrosa gestione: per compiacere una lobby se ne infischia dei provvedimenti del consiglio comunale. Il sindaco gli ritiri le deleghe», ha aperto il fuoco Umberto Marroni, capogruppo pd. «Alemanno intervenga e scongiuri l’ ennesimo passo falso del suo assessore», ha quasi implorato Alessandro Onorato, Udc. Ma anche dentro il Pdl le richieste erano esplicite. «L’ assessore non è adatto al suo ruolo – era il commento, alle 13, del professor Fernando Aiuti – I test su chi guida sono una misura di prevenzione ovvia, di buon senso. Sono profondamente deluso e mi riservo di parlarne con il sindaco». Come non bastasse, poco dopo, è stato il capogruppo pdl Luca Gramazio a «scaricare» il suo assessore: «Credo sia necessario un chiarimento sul percorso che ha portato una memoria di giunta amodificare una delibera votata all’ unanimità dall’ assemblea capitolina». Più chiaro di così… A metà pomeriggio, in un contesto aggravato dalla vicenda di parentopoli che induceva anche esponenti nazionali del Pd (Zanda e Ranucci) a chiedere le dimissioni di Alemanno, ha prevalso quindi una linea già sperimentata più volte in Campidoglio: la retromarcia. Il sindaco, dopo la sua telefonata infuocata di prima mattina con Marchi (quest’ ultimo dicono ne sia uscito fortemente prostrato) e dopo scambi di opinioni non proprio cordiali tra l’ assessore il consigliere-tassista Maurizio Berruti, ha incontrato i suoi e dettato la linea: «I test antidroga e antialcol vanno fatti, altro che rinvio di un anno. La sicurezza è al primo posto». Il risultato è stato un capolavoro di contorsionismo: in serata lo stesso Marchi ha precisato che «potranno godere delle nuove tariffe solo quei tassisti che sono in regola con la delibera 55 e che abbiano consegnato regolare documentazione al competente Dipartimento Mobilità». Detto in altri termini, gli aumenti delle corse approvati recentemente dal Comune (e attesi per le prossime settimane) andranno soltanto ai conducenti in grado di certificare la perfetta idoneità psico-fisica. Rinvio saltato, dunque. Anche se non è ancora chiaro come, entro i pochi giorni che mancano al termine perentorio del 31 dicembre, gli uffici potranno districarsi tra tassisti sobri e non drogati e tassisti, per dirla con un eufemismo, più «viziosi». A partire da Capodanno Roma avrà l’ esclusiva mondiale di auto bianche con due tassametri, a seconda del tasso alcolico del guidatore? «Non ci sarà nessun doppio tassametro – è stato costretto a precisare in serata, stremato, l’ assessore -. Il 60% della categoria è già attrezzata per i controlli sanitari e siamo certi che la restante parte avrà modo e tempo per mettersi in regola». Caso chiuso? Per ora sì. Tanto che lo stesso professor Aiuti all’ ora di cena ha attenuato i toni: «Con il confronto avuto con l’ assessore, il sindaco ha dimostrato ancora una volta di lavorare per tutelare le istanze di tutti i romani». Anche l’ Adoc, con il presidente Carlo Pileri che ieri mattina parlava di un provvedimento «iniquo e sfacciato», ha «preso atto» della correzione. Mentre il presidente del Codacons Carlo Rienzi, indignato per «lo schiaffo agli utenti sferzato a due mani da Comune e tassisti» con la memoria di giunta, ieri sera ha rimesso nel cassetto («speriamo definitivamente») il ricorso al Tar che aveva già fatto preparare dal suo ufficio legale.

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