7 Luglio 2006

Taxi a singhiozzo, ma è solo una tregua





Il ritorno delle auto bianche. Dopo l`apertura del ministro dello Sviluppo economico Bersani e la convocazione di un tavolo di confronto con i portavoce delle associazioni di categoria e con una delegazione di sindaci dell`Anci, anche a Napoli i tassisti hanno ricominciato a circolare, mettendo fine a un blocco lungo tre giorni che ha paralizzato la città e danneggiato turisti e albergatori. Servizio regolare, dunque, da ieri mattina, quando i tanti conducenti di ritorno dall`assemblea nazionale del Circo Massimo hanno impugnato il volante e riacceso la radio. Nei punti nevralgici del capoluogo, così, si sono riviste le auto pubbliche parcheggiate in attesa di clienti. Per la gioia dei cittadini e dei tanti visitatori che anche ieri sono sbarcati all`aeroporto di Capodichino, alla stazione centrale e al molo Beverello e hanno potuto raggiungere gli alberghi, i monumenti e le vie più caratteristiche della città del Vesuvio senza barcamenarsi tra pullman affollati costantemente in ritardo. Quanto durerà la tregua, però, non è dato sapere. Molto dipenderà dal vertice di oggi pomeriggio, convocato alle 15.30 nelle sede del ministero dello Sviluppo economico. Se il capo del dicastero, promotore del pacchetto di liberalizzazioni che tanto sta facendo discutere in questi giorni, confermerà la disponibilità del governo a apportare modifiche al decreto, la vertenza potrebbe sbloccarsi definitivamente. In caso contrario, i tassisti potrebbero scendere nuovamente in piazza in attesa dello sciopero generale proclamato per martedì 11 luglio. In un contesto che assume ogni giorno di più carattere nazionale, però, i tassisti di Napoli alzano la voce. E diversificano la propria posizione da quella dei colleghi delle altre città di Italia. Il portavoce del disagio dei conducenti partenopei è Paolo Esposito, segretario del sindacato Unimpresa e presidente del consorzio Taxivagando, una delle due associazioni che gestisce la gran parte dell`universo taxi campano. «La questione napoletana è molto più complessa di quella nazionale – afferma deciso – A differenza di quanto accade in altre realtà italiane, qua la domanda è molto inferiore all`offerta. Ci sono tanti taxi e pochi clienti. È una situazione anomala, che rende impossibile un confronto con città come Roma o Milano dove l`utenza è maggiore». E così, anche se l`Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici certifica che a Napoli c`è un`auto bianca ogni 286 abitanti (la stessa percentuale di Monaco e Parigi), i dati vanno presi con le molle. «Perché il numero di clienti è nettamente inferiore – continua Esposito – Noi non guadagniamo cifre folli, anzi, arriviamo alla fine del mese tra mille stenti. Liberalizzare le licenze vuol dire distruggere la categoria». Ma quali sono, allora, le proposte dei tassisti napoletani per garantire un servizio più efficiente senza aumentare il numero dei conducenti? Esposito ci prova: «Si potrebbe liberalizzare l`orario di lavoro, consentendo prolungamenti laddove oggi non sono consentiti. E poi bisognerebbe intervenire sul traffico e liberare le corsie preferenziali. È un discorso vecchio, una delle nostre tante battaglie cadute nel vuoto: nessuno rispetta i divieti, e troppo spesso anche noi tassisti (che dovremmo avere carreggiate dedicate) ci ritroviamo imbottigliati in ingorghi infernali». I conducenti di Napoli lanciano suggerimenti. E attaccano: «Abbiamo letto tante cose che non ci sono piaciute – chiosa Esposito – Penso al Codacons, e alla sua proposta di contromanifestazione. Perché quando c`è uno sciopero dei trasporti pubblici nessuno protesta?».

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