TAXI: A ROMA E MILANO CLIENTI SCHEDATI E INSERITI IN UNA ?BLACK LIST?!!
Non bastavano le tariffe elevatissime e tra le più alte d?Europa. I clienti dei taxi oggi devono subire anche la schedatura dei propri dati personali, in barba alle regole sulla privacy.
La scoperta viene dal settimanale Il Salvagente, che ha condotto un?indagine a Roma e Milano su due diverse cooperative.
Si scopre così che quando un cliente chiama una centrale taxi, il suo numero viene immediatamente riconosciuto da un meccanismo che fa riferimento a una banca dati, e le informazioni vengono inviate sui computer satellitari installate sulle vetture. Se il cliente è nuovo e quindi non ancora registrato, gli viene richiesto il nome e viene anche lui ?schedato?. Accanto a questa banca dati generica, si affianca una ?Black list?, ossia una lista dei cattivi clienti, quelli cioè che hanno chiamato il taxi e poi non si sono fatti trovare, ai quali il servizio può essere anche negato.
?Si tratta di una procedura illegittima ? afferma Carlo Rienzi, Presidente Codacons ? che viola palesemente la privacy dei cittadini. In base alle norme sulla tutela dei dati personali ? prosegue Rienzi ? le aziende devono chiedere il consenso al cliente per la raccolta dei dati personali, specificando il motivo per cui vengono raccolte queste informazioni, per quanto tempo verranno conservati i dati, che uso ne verrà fatto, ecc.?.
il Codacons annuncia quindi un esposto all?Autorità Garante della Privacy chiedendo non solo di sanzionare le cooperative che schedano i clienti, ma anche di avviare indagini in tutta Italia per accertare quanto sia esteso il fenomeno.
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