18 Novembre 2015

Tax ruling, Bruxelles indaga

Tax ruling, Bruxelles indaga

BRUXELLES La lotta all’ evasione fiscale delle grandi imprese multinazionali passa anche dal Parlamento europeo. Una decina di società ha partecipato questa settimana a una audizione a Bruxelles durante la quale le aziende sono state chiamate a rispondere a numerose domande dei deputati. In ottobre, un gruppo di associazioni italiane ha presentato un esposto contro McDonald’ s per la presunta violazione di norme fiscali italiane per un totale di 224 milioni di euro. All’ audizione hanno partecipato Facebook, Google, Amazon, Coca-Cola, McDonald’ s Europe, Ikea, Philip Morris, Disney, AB InBev, HSBC e Barclays. Le grandi imprese sono nel mirino di regolatori e governi dopo che negli anni scorsi è emersa l’ abitudine di alcuni Paesi di concedere alle aziende multinazionali generosi accordi fiscali con i quali le società hanno trasferito reddito da un Paese all’ altro, alla ricerca di un tasso d’ imposizione il più basso possibile (i cosiddetti tax rulings, in inglese). In tutto, 11 multinazionali sulle 13 invitate hanno partecipato all’ audizione (Fiat e Walmart erano assenti). Rispondendo alle domande dei deputati, le società hanno difeso le loro scelte, sottolineando come abbiano sempre rispettato la legge. Molti deputati – tra i quali l’ ecologista belga Philippe Lamberts – hanno avuto l’ impressione che le risposte fossero evasive. Ha commentato l’ Ong Oxfam: «Le aziende stanno realizzando che non possono più concludere accordi fiscali segreti. La trasparenza avanza». Un gruppo di associazioni e sindacati europei ha pubblicato in febbraio un rapporto intitolato Unhappy Meal, nel quale denunciano McDonald’ s per avere ridotto artificialmente il tasso di imposizione del suo reddito in Europa, attraverso un sofisticato meccanismo che prevede dal 2009 una entità in Lussemburgo e una filiale in Svizzera. Secondo il rapporto, nel 2013 la società americana è riuscita ad applicare al suo reddito in Lussemburgo una aliquota di appena l’ 1,46 per cento. Il Coordinamento di Associazioni per la tutela dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori (Codacons) ha presentato in ottobre un esposto contro McDonald’ s per violazione delle norme fiscali. «La denuncia chiede alle istituzioni italiane di indagare su una possibile elusione fiscale a vantaggio di una società del gruppo con sede principale in Lussemburgo e sede secondaria in Svizzera realizzata fra il 2009 e il 2013». Se accertata potrebbe portare allo Stato fino a 224 milioni di euro. In ottobre, Bruxelles ha ritenuto che accordi fiscali concessi dall’ Olanda a Starbucks e dal Lussemburgo a Fiat nascondono illegittimi aiuti di Stato (si veda «Il Sole/24 Ore» del 22 ottobre). Indagini sono ancora in corso ai danni di Amazon e Apple. «Ci sarà un prima e un dopo LuxLeaks, come c’ è stato un prima e un dopo Lehman Brothers», ha detto Alain Lamassoure, deputato popolare francese, riferendosi allo scandalo del 2014 che ha messo in luce i numerosi tax rulings concessi dal Granducato nel corso degli anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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