11 Marzo 2015

TAVOLINO SELVAGGIO, CONDACONS: TAR RESPINGE RICORSI 2 BAR PIAZZA NAVONA

TAVOLINO SELVAGGIO, CONDACONS: TAR RESPINGE RICORSI 2 BAR PIAZZA NAVONA

“Il Tar del Lazio scrive la parola fine alla querelle sul ‘tavolino selvaggio’ che vedeva contrapposti da un lato Roma Capitale appoggiata da Codacons, dall’altro bar e ristoranti di Piazza Navona. La Sezione Seconda Ter del tribunale (Presidente Maddalena Filippi, Relatore Giuseppe Rotondo) con una nuova sentenza emessa il 9 marzo scorso, ha infatti rigettato nel merito il ricorso presentato da due locali di Piazza Navona (Società Rua Srl e Società Lago di Beai Srl) contro le ordinanze del Comune che imponevano la chiusura dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande e l’immediato ripristino dello stato dei luoghi nella storica piazza, ossia il ritiro dei tavolini ubicati in violazione delle norme. Il Codacons era intervenuto dinanzi al Tar difendendo le decisioni dell’amministrazione e dimostrando ai giudici il danno prodotto alla collettività dai tavolini che invadevano Piazza Navona”. Così in una nota il Codacons.
“Il tribunale ha accolto le tesi dell’associazione – si legge nel comunicato – attraverso una sentenza che, nel rigettare il ricorso dei due locali, afferma: ‘La misura interdittiva di che trattasi è suscettibile, dunque, di legittima applicazione a fronte delle violazioni consumate dall’occupazione di suolo pubblico abusiva (in assenza di titolo […]Si tratta di sanzioni, dunque, dal carattere in realtà dissuasivo e non già afflittivo-punitivo, come invece sostenuto in tesi dalle ricorrenti a fondamento dell’istanza di regolamento preventivo di giurisdizione; la cui applicazione è, invero, frutto, non già di potere vincolato bensì, di opzione tecnica (opinabile) esercitata dall’autorità amministrativa, nell’ambito delle forme di tutela praticabili, sulla base del potere normativo attribuitole a monte dalla fonte primaria circa la scelta in ordine alla misura tecnica ritenuta più idonea, tra le altre, a garantire la tutela dei beni culturali, storici e archeologici, cui essa è strettamente funzionale […] le occupazioni di che trattasi risultano poste in essere in difetto di titolo concessorio alcuno, dimostrandosi, per l’effetto, totalmente abusive (non potendo evidentemente condividersi l’assunto secondo cui la totale abusività dovrebbe ritenersi esclusa per il solo fatto che il PMO non prevede l’eliminazione totale degli spazi concessi, ma la loro riduzione ed una diversa configurazione’”.
“Il Tar conferma la scelta di tutelare un bene artistico, storico e culturale che appartiene a tutti da abusi e caos che fanno arricchire pochi e danneggiano cittadini e turisti – commenta il Presidente Carlo Rienzi – Ora il Comune di Roma deve vigilare sulla massima osservanza delle disposizioni, potenziando la propria attività di controllo nel centro storico anche come forma di dissuasione degli abusi”.

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