4 Febbraio 2016

Tatuaggi e leggings nel paniere Istat

Tatuaggi e leggings nel paniere Istat
aggiornate le voci monitorate
per verificare il costo della vita: fuori vagoni letto e cuccette tra le
new entry anche bermuda e bevande vegetali l’ inflazione a gennaio
scende a -0,2% su dicembre

PREZZI & SOCIETÀ ROMA Fuori le cuccette e i vagoni letto, ancora utilizzati – me molto meno – da chi dal Sud si sposta verso il Nord Italia. Dentro i tatuaggi, sempre più diffusi tra la popolazione non solo giovanissima. Fuori anche i passaggi di proprietà di auto e moto, in compenso però entrano le automobili usate. Il paniere dell’ Istat, ovvero i prodotti e i servizi le cui variazioni di prezzo l’ istituto di statistica nazionale monitora mese dopo mese per calcolare l’ inflazione, come ogni anno si aggiorna inseguendo gusti-mode-tendenze di spesa degli italiani. Stavolta sono solo due le voci considerate obsolete, a fronte di 9 entrate. Oltre ai già citati tatuaggi e auto usate, vengono inserite nel paniere le lampadine led, le bevande vegetali, i panni cattura-polvere, i servizi integrati di telecomunicazione (TV, internet e voce), l’ alloggio universitario e, per quanto riguarda l’ abbigliamento, il pantalone corto per uomo (sdoganato da Renzi che lo ha indossato persino sotto la neve di Courmayer) e i leggins da bambina. Il nuovo paniere Nic per il calcolo dei prezzi al consumo si compone ora di 1.476 prodotti elementari per i quali sono rilevate mensilmente 607.000 quotazioni di prezzo (raccolte in oltre 42.000 punti vendita, ottomila abitazioni per i canoni di affitto, 1.187 distributori di carburanti). I cambiamenti decisi al paniere, non soddisfano però i rappresentanti dei consumatori che chiedono un «riequilibrio dei pesi» attribuiti alle varie voci del paniere (ad esempio cibo e bevande non alcoliche incidono per il 16,57%; l’ abbigliamento il 7,18%; abitazione e bollette l’ 11,45%; i trasporti 13,32%, ecc.) . «Occorre rendere più realistici i pesi assegnati ad alcune voci, come ad esempio quella importantissima relativa alla Rc auto» dicono Federconsumatori e Adusbef. E così il Codacons: «È incomprensibile la scelta di aumentare il peso dei “Servizi ricettivi e di ristorazione”, dopo che negli ultimi anni le famiglie hanno tagliato proprio viaggi e cene al ristorante, e far diminuire poi i “Trasporti”, voce che al contrario incide pesantemente sulle uscite mensili dei cittadini». DEFLAZIONE IN AGGUATO Con la revisione del paniere arrivano anche le stime dell’ inflazione a gennaio, e di nuovo l’ Italia scopre di essere sull’ orlo della deflazione: il costo della vita (indice Nic) risulta in discesa (-0,2%) rispetto al mese precedente, anche se per ora resta il segno positivo (+0,3%) rispetto al gennaio del 2014, un aumento imputabile al ridimensionamento della flessione dei beni energetici e ai rincari dei trasporti. Al netto di alimentari non lavorati ed energia, l’ inflazione di fondo sale allo 0,8% (dallo 0,6% di dicembre). Ma per spingere i consumi, restano tante le imprese che continuano ad agire sulla leva degli sconti e delle promozioni, e così i prezzi del “carrello della spesa” con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona a gennaio sono diminuiti dello 0,1% rispetto a dicembre. Su base annua resta un aumento (+0,4%) ma il rincaro si è dimezzato rispetto al +0,9% registrato a dicembre. L’ inflazione acquisita per il 2016, comunica l’ Istat, è pari a -0,4%. Un’ incursione in terreno negativo che non fa certo bene all’ economia nel suo complesso. In forte ribasso (-2,2% su base mensile) anche l’ indice Ipca, l’ indice armonizzato dei prezzi al consumo, che a differenza del Nic tiene conto dei saldi invernali su abbigliamento e calzature. Giusy Franzese © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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