9 Febbraio 2016

Tatuaggi e leggings nel paniere dell’Istat

Tatuaggi e leggings nel paniere dell’Istat

Caro direttore, fuori le
cuccette ed i vagoni
letto,  ancora utilizzati
(molto  meno) da  chi  dal
Sud si sposta  verso  il
Nord Italia. Dentro i ta-
tuaggi, sempre più diffusi
tra la popolazione non so-
lo  giovanissima. Fuori
anche i passaggi di pro-
prietà di auto  e moto, in
compenso però entrano le
automobili  usate. Il pa-
niere dell’Istat, ovvero i
prodotti ed i servizi le cui
variazioni di prezzo l’i s t i-
tuto di statistica naziona-
le monitora mese dopo
mese per calcolare l’i n fl a-
zione, come ogni anno
s’aggiorna inseguendo
gusti-mode-tendenze di
spesa degli italiani. Sta-
volta sono solo due le voci
considerate  obsolete, a
fronte di 9  entrate. Oltre
ai già citati tatuaggi ed
auto usate, vengono inse-
rite nel paniere le lampa-
dine led, le bevande vege-
tali, i panni cattura-polve-
re, i servizi integrati di te-
lecomunicazione (TV, in-
ternet  e voce),  l’allo ggio
universitario e, per quan-
to   riguarda   l’abbi g li amento,
il pantalone corto
per uomo (sdoganato da
Renzi che lo ha indossato
persino sotto la neve di
Courmayer) e i leggins da
bambina.
Il nuovo paniere Nic per
il  calcolo dei  prezzi  al
consumo  si compone  ore
di 1.476  prodotti elemen-
tari per i quali sono rile-
vate mensilmente 607.000
quotazioni di prezzo (rac-
colte in oltre 42.000 punti
vendita, ottomila abita-
zioni per i canoni d’af fit-
to, 1.187 distributori  di
carburanti).  I cambia-
menti decisi al paniere,
non soddisfano però i rap-
presentanti dei consuma-
tori che chiedono un “r i e-
quilibrio   dei   pesi”  at t r i-
buiti alle varie voci del
paniere (ad esempio cibo
e bevande non alcoliche
incidono per  il  16,57%;
l’abbigliamento il  7,18%;
abitazione e bollette
l’11,45%; i trasporti
13,32%). “Occorre rende-
re più realistici i pesi as-
segnati ad alcune voci, co-
me ad esempio quella im-
portantissima relativa al-
la Rc  auto”, dicono  Fe-
derconsumatori  e Adu-
sbef. E così il Coda-
cons:”E’ i n c o m p re n s i b i-
le  la  scelta  d’a u m e n t a re
il peso dei “servizi ricet-
tivi e di  ristorazione”,
dopo  che negli  ultimi
anni le famiglie hanno
tagliato proprio viaggi e
cene al ristorante, e far
diminuire per i  “T ra-
spor ti”, voce  che al con-
trario incide pesante-
mente sulle uscite men-
sili dei cittadini”.
Con la  revisione del
paniere arrivano  anche
le stime anche le stime
d el l’inflazione  a   gen-
naio, e di  nuovo l’Italia
scopre  d’essere  sull’o rl o
della deflazione. Il costo
(indice Nic) risulta in
discesa (-0,2%) rispetto
al mesee precedente an-
che se per ora resta il se-
gno positivo  (+0,3%) ri-
spetto al gennaio del
2014, un aumento impu-
tabile  al ridimensiona-
mento della  flessione
dei beni energetici ed ai
rincari dei trasporti. Al
netto  di alimentari  non
lavorati ed energia, l’i n-
flazione di fondo sale allo
0,8% (dallo 0,6% di di-
cembre). Ma per spingere
in consumi, restano tante
le imprese  che continua-
no ad agire sulla leva de-
gli sconti e delle promo-
zioni,  e  così i  prezzi  del
“carrello della spesa” con
beni alimentari,  per la
cura della casa e della
persona a gennaio sono
diminuiti dello 0,1% ri-
spetto a dicembre. Su ba-
se annua resta un aumen-
to (+0,4%) ma il rincaro
si è dimezzato rispetto al
+0,9% registrato a dicem-
bre. L’inflazione acquisi-
ta per il 2016, fa sapere l’I-
stat, è pari al -0,4%.
U n’incursione in terreno
negativo che non fa certo
bene all’economia nel
suo complesso. In forte ri-
basso (2,2% su base men-
sile)  anche l’indice Ipca,
l’indice armonizzato dei
prezzi al consumo, che a
differenza del Nic  tiene
conto dei  saldi invernali
su abbigliamento e calza-
t u re.
( Pino Ezio Beccaria)

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