11 Marzo 2006

Tasso fisso o variabile? Facciamo i conti


Se la stretta monetaria decisa dalla Bce la settimana scorsa è una brutta notizia per chi si indebita, la contemporanea riduzione del differenziale tra il costo di un mutuo a tasso fisso e uno a tasso variabile è un fenomeno favorevole alle famiglie. Perché questo equivale a dire che la certezza di dover pagare rate fisse di rimborso e interessi per un periodo di tempo predeterminato è diventata più conveniente. Ora questa sicurezza si paga circa l`1 per cento. Ma non è questo onere l`unico fattore sul quale basare la propria scelta tra fisso e variabile. Occorre infatti formulare delle previsioni sulle entrate familiari. Le quali sono innanzitutto cruciali per stabilire qual è la capacità di indebitamento: solitamente, si consiglia di contrarre mutui che per importi e durata comportino una rata non superiore a un terzo del reddito personale. Ma la dinamica delle entrate è altresì fondamentale per individuare la struttura di costo più idonea. Semplificando al massimo, le famiglie che hanno, e avranno, nei prossimi anni un flusso di entrate stabile (come quelle che dispongono solamente di redditi da lavoro dipendente) potranno preferire i mutui a tasso fisso. Per quelle invece che hanno redditi variabili, la scelta diventa più incerta. Se per esempio si tratta di titolari di reddito di lavoro autonomo che ritengono nei prossimi anni di disporre di entrate irregolari ma cospicue, la convenienza ricade su quei prestiti che non presentano penalità per i rimborsi anticipati. La stessa preferenza riguarderà quelle famiglie che prevedono di incassare nei prossimi anni dei capitali frutto di titoli in scadenza, eredità o trattamenti di fine rapporto. Da cogliere – sia pure con grande cautela – la possibilità di acquistare casa senza utilizzare tutti i risparmi, aumentando il debito e lasciando fruttare la parte del patrimonio finanziario rimasta disponibile. Chi ha preparazione, propensione al rischio e orizzonte temporale congruo, può spuntare da questa un rendimento superiore al costo del mutuo. Quanto cresce la rata (Finanziamento di 100.000 € a 20 anni a tasso fisso o variabile) Variabile Fisso Differenza Tasso Rata (in €) Costo mensile aggiuntivo (in €) Tasso Rata (in €) (in €) Attuale 3,66% 588 0 4,74% 646 -58 +0,25% 3,91% 601 +13 4,74% 646 -45 +0,50% 4,16% 614 +26 4,74% 646 -32 +0,75% 4,41% 628 +40 4,74% 646 -18 +1,00% 4,66% 641 +53 4,74% 646 -5 +1,25% 4,91% 655 +67 4,74% 646 +9 MUTUI Costa fino a 6 mila euro la paura del caro-tassi Tasso fisso o variabile, scegliere adesso è più facile WEB GUIDE Il sito Internet del primo broker di credito in Italia Il sito dell`Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, Finanziari, Postali ed Assicurativi E-mail [email protected] Il sito dell` Associazione per la Difesa e l`Orientamento dei Consumatori E-mail adoc@adoc. org Il sito del Coordinamento delle Associazioni per la tutela dei diritti di utenti e consumatori E-mail [email protected] Il sito dell`Associazione Nazionale Consumatori e Utenti E-mail [email protected] Il sito dell`Intesa dei Consumatori Il sito del Movimento Difesa del Cittadino E-mail [email protected] Il sito dell`Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori E-mail [email protected].

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