17 Febbraio 2017

Tassisti, sit-in contro Liber Ma per i consumatori è «interruzione di servizio»

Tassisti, sit-in contro Liber Ma per i consumatori è «interruzione di servizio»

Prosegue la protesta dei tassisti contro la «sanatoria pro Uber». Ieri mattina gli autisti torinesi si sono riuniti in un presidio autorizzato davanti a Palazzo civico, in attesa del voto romano in Senato sul dl Milleproroghe, che contiene l’ emendamento che spiana la strada a multinazionali come Uber. La protesta si è poi spostata in piazza Castello. «Il margine di ripensamento è risibile – ha detto Federico Rolando, portavoce nazionale di Federtaxi -, questo potrebbe aprire panorami prossimi di lotta, che verranno stabiliti durante l’ assemblea di categoria prevista per il 22 febbraio a Roma, prima del passaggio definitivo in Parlamento. I tassisti – ha ricordato Rolando – aspettano da settembre 2015 il promesso tavolo sulla legge delega concordato con il governo». Un sit-in era stato organizzato già nella serata di mercoledì, sempre davanti al Municipio. In quell’ occasione il sindaco Chiara Appendino era scesa dal suo ufficio, al piano nobile di Palazzo di Città, per incontrare una delegazione di tassisti. «Siamo al vostro fianco», ha detto loro la prima cittadina. In caso di approvazione dell’ emendamento, che prevede la sospensione dell’ efficacia dell’ articolo della legge quadro che differenzia il servizio di noleggio da quelli di taxi, è già prevista una assemblea nazionale della categoria a Roma in cui saranno decise iniziative di protesta. Ma intanto le prime proteste sono già scoppiate e si trat ta di quelle dei consumatori. Il Coda cons ha annunciato l’ intenzione di depositare un esposto urgente alla procura di Torino, chiedendo di aprire una indagine sulla protesta dei tassisti, «alla luce – si legge in una nota – delle possibili fattispecie di interruzione di pubblico servizio e blocco stradale». «Cie) che sta avvenendo in queste ore – è la posizione dell’ associazione dei consumatori – è gravissimo e intollerabile. Senza alcun preavviso gli utenti sono stati privati di un servizio pubblico, con immensi disagi per i cittadini che in diverse città non riescono a reperire un taxi». Il Codacons ritiene che in materia di taxi e trasporti non sia più rimandabile «una modifica della normativa vigente plasmata sui cambiamenti della società e delle nuove offerte del mercato, nell’ interesse degli utenti italiani che non possono continuare a rimanere indietro rispetto al resto del mondo». Dello stesso parere l’ Unione nazionale Consumatori. «Non si tratta di una sanatoria, ma di colmare un vuoto normativo e favorire forme di trasporto innovativo come la sharing economy ha dichiarato il presidente Massimiliano Dona -. Nessuna norma danneggia i tassisti. Vanno semplicemente regolamentati i servizi tecnologici per la mobilità che consentono di intercettare una nuova domanda di servizi. I giovani, infatti, utilizzano poco i taxi e preferiscono le piattaforme di sharing. Si tratta, quindi, di ampliare l’ offerta, per intercettare una nuova domanda, che altrimenti resterebbe inevasa».

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