9 Luglio 2006

Tassisti, dopo le proteste le proposte

ROMA – Flessibilità di turni e orari, integrazione del conducente da affiancare al titolare della licenza, ma anche sburocratizzazione dell`accesso alle licenze, più potere ai comuni, una cabina di monitoraggio territoriale, lotta all`abusivismo, qualificazione professionale. Questo, a grandi linee, il ventaglio delle ipotesi di intervento che i tassisti stanno elaborando in vista dell`incontro di domani con il governo. Proposte che il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani ascolterà, avvertendo però, fin da subito, che modifiche sono possibili solo se prevederanno un efficace e convincente potenziamento del servizio. “Il governo – ha avvertito Bersani – tiene la posizione illustrata fin dalla presentazione del decreto. Bisogna potenziare il servizio per i cittadini. Siamo pronti a discutere, come si è potuto vedere. Se dal confronto usciranno meccanismi efficaci e convincenti, siamo pronti a proporre al Parlamento una modifica. Diversamente si va avanti sulla norma attuale“. Quello del costo esorbitante delle licenze è uno dei punti critici sollevati dal numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni che ha definito la situazione di questo settore “una porcheria: nelle grandi città non vengono concesse nuove licenze“, ha detto, e le poche messe in vendita arrivano a costare “anche 200 mila euro“. Per Bonanni, quindi, “il decreto del governo va bene; a Roma le tariffe dei taxi sono il doppio rispetto a New York“. Sul nodo tariffe attacca anche il Codacons. L`abolizione del cumulo delle licenze – dice l`associazione dei consumatori – può passare solo con sconti liberi sulle vetture ed eliminazione della tassazione del tempo di chiamata“.

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