«Tasse locali, l’ Eni paghi il dovuto»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
codacons e comitato «taranto futura» annunciano class action per il recupero delle somme
• Nel mirino la politica tributaria del Comune. Il comitato «Taranto Futura» e l’ associazione Codacons presenteranno una class action perché le somme dovute dalla grande industria in materia di tributi Ici siano recuperati e destinati al bene comune. E’ il responsabile delle due associazioni, Nicola Russo, a spiegare, nel corso di una conferenza stampa, come, sulla scia di quanto già accaduto nei confronti di Ilva, ora si farà la stessa cosa nei confronti di Eni ed Eni Power. Che cosa era accaduto con l’ Ilva? «C’ è stata una transazione tra Ilva e Comune relativamente a somme che l’ Ilva doveva dopo l’ accertamento di rendite catastatali di un determinato periodo di tempo – dice Russo -. Come Codacons denunciammo la questione alla Procura della Corte dei Conti che ora ha chiesto al Comune la documentazione relativa a tale transazione. Ora la storia si ripete con l’ Eni». Per Russo, «ci sono infatti almeno una decina di ricorsi pendenti alla commissione tributaria presentati da Eni ed Enipower, società che hanno impugnato gli avvisi di accertarmento notificati dal Comune per tributi dovuti per un periodo che va dal 2003 al 2009. C’ è un’ udienza per uno dei ricorsi presentati relativa all’ anno 2009, udienza peraltro oggetto di vari rinvii, fissata per il prossimo 3 novembre presso la seconda commissione della sezione tributaria». «In quell’ occasione – spiega sempre Russo – presenteremo il nostro intervento per una class action per far valere i diritti dei cittadini. Secondo noi, il Comune ha notificato gli avvisi di accertamento in ritardo. Così per l’ Eni la strada è spianata per vincere il ricorso». Ed ancora: «L’ Eni – sostiene Russo aveva denunciato l’ aggior namento delle rendite catastatali nel 2000, ma l’ Agenzia del Territorio ha fatto i suoi accertamenti nel 2008, dopo otto anni dunque, mentre era tenuto a farli entro 12 mesi. Ha quindi notificato dal 2008 le variazioni delle rendite catastali. Ma l’ Eni non ha impugnato nei termini. Da quella data, il 2008, il Comune aveva 3 anni di tempo per chiedere gli arretrati degli ultimi tre anni. Cosa che, però, non ha fatto. Ed, ancora, stando alla legge finanziaria del 2005, il Comune avrebbe potuto richiedere retroattivamente le somme dell’ Ici e neanche questo è stato fatto. Inoltre, da una sentenza del 6 luglio 2012 della commissione tributaria provinciale, su ricorso presentato da Enipower, ricaviamo che il Comune è stato praticamente condannato in quanto non si è neppure costituito parte civile». «Oggi – afferma Russo sappiamo anche dei ricorsi presentati da Eni dal 2009 al 2015 e dei tentativi in atto di una nuova transazione». Comitato «Taranto Futura» e Codacons mettono dunque sul tavolo una serie di elementi tra i quali non è neppure tanto facile trovare il bandolo della matassa. Nel corso della conferenza stampa giungono da parte di alcuni tecnici le indicazioni che portano a comprendere che si parla di differenze di somme eventualmente dovute rispetto a tributi comunque pagati dall’ Eni. Differenze che, in riferimento a cinque anni, potrebbero aggirarsi sui 300 mila euro. Somma sulla quale potrebbe esserci in corso la transazione. Tutto potrà essere più chiaro nel corso della prima udienza utile del 3 novembre quando, appunto, le associazioni dei cittadini saranno presenti e potranno chiedere la documentazione necessaria.
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