5 Giugno 2018

Tasse in eccesso: negati i rimborsi automatici servirà un ricorso

Di che cosa stiamo parlando Dopo la sentenza della corte dei Conti che ha giudicato illeggitimo il versamento di una parte della tassa rifiuti dal 2014 al 2017, il Comune ha chiesto un parere per sapere come restituire il maltolto : i giudici contabili hanno stabilito che dovranno essere i giudici tributari o il Tar a decidere sulla questione. Tutto si complica Coinvolti 150mila milanesi che hanno pagato più del dovuto per il balzello comunale sulla raccolta rifiuti Si complica e si allunga la strada per la soluzione alla questione rimborsi della Tari per i box auto di circa 150mila milanesi. Palazzo Marino, infatti, ha comunicato che i rimborsi per le cifre versate – e non dovute – « ci saranno, ma non scatteranno in modo automatico». Il motivo è un parere chiesto dal Comune alla corte dei Conti su come procedere per i rimborsi: i giudici contabili hanno stabilito che dovranno essere i giudici tributari o il Tar a decidere sulla questione. Ai cittadini, quindi, il Comune chiede per adesso di inviare una istanza, che servirà per i rimborsi quando le sentenze saranno definitive: un iter che potrebbe, a questo punto, durare diversi mesi. È una partita che vale tra i 35 e i 40 milioni, quella che si è aperta alla fine dello scorso anno. È stato allora, infatti, che il Comune – come altre amministrazioni italiane – ha scoperto di aver calcolato male per almeno quattro anni (dal 2014 al 2017) gli importi della tassa rifiuti chiesti ai proprietari di casa e box auto: il ministero dell’ Economia ha stabilito che la quota variabile andava calcolata una sola volta, e non sia per l’ abitazione che per il garage, perché non cambia la quantità di rifiuti prodotta. Un errore che costa caro, adesso: perché le differenze vanno rimborsate – la media è di 200 euro a proprietario – ma il rimborso non scatterà più in automatico. Ieri l’ assessore al Bilancio Roberto Tasca ha incontrato le principali associazioni di consumatori (Adiconsum, Adoc, Confederazione cittadinanza consapevole, Federconsumatori, Movimento difesa del cittadino, Codacons e Unione nazionale consumatori) per informarle dello stop al percorso dei rimborsi automatici, e per trovare con loro la formula per aiutare i cittadini a presentare l’ istanza. «Confermiamo la volontà del Comune di rimborsare chi ha pagato quote non dovute – spiega Tasca – e di informare i cittadini sulle modalità per presentare l’ istanza nel modo più corretto». La parola, adesso, passa quindi ai tribunali: a decidere sulla possibilità di essere rimborsati saranno gli esiti dei ricorsi che verranno presentati dai singoli cittadini al Tar o alla Commissione tributaria: soltanto quando i giudici avranno pronunciato la sentenza definitiva, il Comune potrà far partire i rimborsi. Ecco perché è necessario che gli interessati presentino domanda, con un modello (scaricabile dal sito del Comune) disponibile dalla prossima settimana, oppure chiedendo aiuto alle associazioni di consumatori. La corte dei Conti, però, ha stabilito anche un principio: che, quando partiranno i rimborsi, il Comune potrà attingere al bilancio della fiscalità generale, e non solo a quello della Tari: tradotto, non dovrebbero essere necessari aumenti per coprire la differenza. © RIPRODUZIONE RISERVATA La Tari La querelle riguarda la tassa rifiuti:il Comune sta elaborando un modulo online per facilitare le richieste.
oriana liso

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