5 Febbraio 2014

Tasse hi tech, è polemica Inflazione nuovo paniere

Tasse hi tech, è polemica Inflazione nuovo paniere

L’ inflazione di gennaio resta stabile, e l’ Istat rinnova il paniere per le rilevazioni: entrano le sigarette elettroniche, le capsule del caffè, i sacchetti ecologici per la raccolta dell’ umido dei rifiuti e l’ abbonamento online al quotidiano. Ma, proprio mentre il paniere si fa più moderno, si riaffaccia l’ appesantimento della tassa sull’ hi tech che sembrava dover essere introdotto nella legge di Stabilità, da cui era poi stato stralciato. Graverebbe su tutti i dispositivi che funzionano da archivi digitali, dunque smartphone, tablet, computer fissi e mobili, chiavette Usb, hard -disk esterni, tv con funzione di registratore e decoder. E andrebbe da 5,20 euro per i nuovi smartphone (dagli attuali 90 centesimi) e tablet (finora tax free) fino ai 40 euro per i decoder con memoria interna da 400 GB. Tecnicamente si tratta della «rideterminazione dei compensi per copia privata», una sorta di balzello per i diritti d’ autore. Il ministero dei Beni e delle attività culturali smentisce sia in arrivo: «La norma a cui si fa riferimento – spiega in un comunicatoè quella relativa all’ equo compenso per i produttori di contenuti, regolata attraverso decreto ministeriale, in attuazione di una norma vincolante europea che impone rinnovi triennali. Il precedente decreto del 2009 è già scaduto e il ministro Massimo Bray sta lavorando ad una soluzione condivisa». Un punto, quest’ ultimo, su cui insiste anche Confindustria Cultura. Intanto però l’ ipotesi ha già suscitato polemiche. Soprattutto tra i renziani. Per i senatori Pd Andrea Marcucci e Isabella De Monte «l’ Italia ha bisogno di più digitale a prezzi accessibili, di più ricerca orientata all’ innovazione, non dell’ aumento ingiustificato di balzelli a fondo perduto. Il ministro Bray resista – dicono – e non firmi il decreto». L’ inflazione, come si diceva, resta allo 0,7%, con la stessa variazione annua di dicembre, in crescita dello 0,2% sul mese, e un rincaro dell’ 1% su base annua per il carrello della spesa (i beni di largo consumo). Una situazione che per Nomisma «può portare a sottovalutare i rischi di uno scenario di inflazione prossima a zero, che sarebbe oltremodo deleterio tanto per le dinamiche del rapporto debito/pil quanto per il mercato del lavoro». A determinare la stabilità dell’ inflazione sono, da un lato, l’ ac celerazione della crescita tendenziale dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti e l’ ulteriore riduzione della flessione di quelli dei Beni energetici non regolamentati, e dall’ altro i rallentamenti delle dinamiche inflazionistiche di gran parte delle restanti tipologie di beni e servizi, il più marcato dei quali interessa gli Alimentari freschi. Per il Codacons la bassa inflazione equivale pur sempre, in termini di aumento del costo della vita, a una stangata annua di 245 euro per una famiglia di tre persone e di 269 euro se si è in quattro. Secondo Confesercenti invece a gennaio l’ inflazione resta ferma come i consumi, la cui ripresa si sposta a fine 2014. Il nuovo paniere risulta sicuramente più aggiornato. A fronte delle new entry, escono le spese per la riparazione del televisore o del computer, mentre lo yogurt biologico e il tailleur vengono sostituiti dallo yogurt probiotico e da un più generico abito da donna. Tra le nuove entrate figurano inoltre la macchina per il caffè in cialde, il formaggio spalmabile in confezione, la fotocamera large sensor e il notebook ibrido. Tra le nuove voci che articolano in più categorie prodotti già presenti nel paniere figurano il latte fresco alta qualità, il latte a lunga conservazione alta digeribilità, i costumi da piscina e i pantaloni per i bambini, il test di gravidanza, lo pneumatico termico, la vaccinazione di animali domestici, il parcheggio di auto a lunga sosta e lo spazzolino elettrico. Nel 2014 il paniere è formato da 1.447 i prodotti (erano 1.429 nel 20013).

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