1 Marzo 2008

Tasse e prezzi da record

Tasse e prezzi da record
drammatica fotografia della nostra economia scattata ieri dall`Istat

E` la drammatica fotografia della nostra economia scattata ieri dall`Istat. Nel 2007 la pressione fiscale si è attestata al 43,3%, livello più alto degli ultimi dieci anni. E l`inflazione a febbraio è rimasta al 2,9% come a gennaio, massimo dal 2001 ma i prezzi degli alimentari sono cresciuti di un altro 0,5% mensile portando i rincari annuali al 5%, il livello più alto dal 1996. Insomma, da una parte spendiamo molto di più per fare la spesa e dall`altra lo Stato ci toglie sempre più soldi da stipendi e ricavi autonomi. L`ANNO SCORSO la pressione fiscale complessiva è infatti aumentata dell`1,2% rispetto al 42,1% del 2006 (nel 2005 era al 40,5 e nel 2004 al 40,6%) e si è portata ai massimi dal 1997 anno in cui però abbiamo dovuto pagare un extra come l`eurotassa per entrare nell`euro. Il boom del Fisco è dovuto a una crescita del 9,5% delle imposte dirette, del 2,6% delle indirette e dell`8% dei contributi sociali per l`aumento delle aliquote degli autonomi e i contributi sociali per il Tfr che le imprese hanno versato all`Inps per i dipendenti che non hanno scelto i fondi pensione. SE IL 2007 s`è chiuso all`insegna del record delle tasse, il 2008 si è aperto con l`impennata dell`inflazione che a febbraio è rimasta al 2,9% (+0,3% mensile) complici soprattutto i rincari di energia e alimentari. La corsa del prezzo del grano ha portato aumenti a due cifre per il pane (+12,5%) e la pasta (+14,4%). Ma meglio non è andata al latte (+10%). Inferiore ma sostenuto l`incremento della carne (+3,7%) anche se una prima inversione di tendenza, dopo l`intervento di Mister Prezzi, si è cominciata a vedere per il pollame in calo dello 0,5% rispetto a gennaio mentre a livello annuale l`incremento si è ridotto dal 6,7 al 5,7%. Sempre più cari i carburanti: la benzina è aumentata del 13% e il gasolio del 17% nonostante nelle rilevazioni (effettuate il 1° e il 15 del mese) non siano rientrati i primati degli ultimi giorni della verde e del diesel anche ieri ai massimi di 1,336 euro al litro. La spinta al carovita è arrivata anche dai trasporti (+5,5% generale e +8% per i voli) mentre ancora una volta a contenere i rialzi sono stati i medicinali e le comunicazioni. LA NUOVA FIAMMATA dei prezzi (che secondo l`Isae dovrebbero rimanere così per gran parte del 2008 e calare solo verso fine anno) ha fatto riscattare l`allarme di sindacati e consumatori. Per Adusbef e Federconsumatori il petrolio a 100 dollari e il cambio euro-dollaro a 1,50 comporteranno per le famiglie una spesa aggiuntiva di 920 euro, 490 per il caro-pieno ed energia (luce e gas) e 430 per i costi indiretti sulle merci. E altri 445 euro ci costerà il caro-alimentari. In pratica una stangata da 1400 euro. Guardando i “rincari folli“ degli alimentari il Codacons chiede l`intervento della magistratura, l`Adiconsum il ritorno ai prezzi amministrati mentre Adusbef e Federconsumatori invocano tagli fiscali per restituire mille euro all`anno in busta paga. Preoccupati anche i sindacati. Marigia Maulucci, segretario confederale della Cgil, teme “la stagflazione della nostra economia“. Per Gianni Baratta (Cisl) si fa sempre più “urgente e drammatica la necessità di affrontare il tema dei redditi e delle pensioni“ mentre Antonio Foccillo (Uil) chiede riduzione delle tasse e nuova politica contrattuale. Alle accuse di aver contribuito ai rincari, replicano i diretti interessati. La Confesercenti invoca uno stop ai processi ai commercianti e ricorda le vere cause degli aumenti, la corsa di cereali e petrolio, mentre Federalimentare e Grande distribuzione (come Coop) rivendicano l`impegno per non scaricare tutti i rincari all`origine sui consumatori. Consumatori invitati da Coldiretti ad acquistare direttamente i prodotti dagli agricoltori nei farmer markets che dovrebbero essere aperti in tutti i Comuni. Contro gli aumenti ingiustificati, infine, è tornato in campo Mister Prezzi, alias Antonio Lirosi, che ha ricordato come debbano essere intensificati i controlli e il confronto con le categorie per evitare le speculazioni. E per frenare gli effetti del caro-greggio e grano, servono buone pratiche come i risultati ottenuti con la filiera della carne e il blocco per sei mesi dei prezzi che parte proprio oggi nelle Marche.

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