7 febbraio 2017

Tasse, con accise su benzina, tabacco e alcolici lo Stato ha incassato 44,3 mld nel 2016. Ogni cittadino ha pagato 738 euro

Tasse, con accise su benzina, tabacco e alcolici lo Stato ha incassato 44,3 mld nel 2016. Ogni cittadino ha pagato 738 euro

 (Sesto Potere) – Bologna – 7 febbraio 2017 – Solo nel periodo gennaio-novembre 2016, lo Stato ha incassato complessivamente 44,3 miliardi di euro a titolo di accise su carburanti, tabacchi e prodotti alcolici. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato gli ultimi dati del Mef. tasse/tariffe pagamento in euro Le maggiori entrate sono garantite dalle accise sui carburanti, che hanno assicurato nel 2016 alle casse statali 33,8 miliardi di euro – spiega il Codacons – Da quelle sui tabacchi, invece, sono giunti 9,4 miliardi di euro. Ammontano a poco più di 1 miliardo di euro, invece, le entrate derivanti dalle accise sui prodotti alcolici. “In sostanza nel 2016 ogni cittadino, neonati compresi, ha pagato mediamente 738 euro a titolo di accise – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Per rendersi conto del peso che queste tasse hanno sulla vita quotidiana degli italiani, basti pensare che su ogni litro di birra di media gradazione l’ accisa incide per circa 0,37 euro, pesa per 0,8867 su ogni litro di Vermouth e per ben 44,4 euro su in rifornimento di benzina da 50 litri”. Sono 5 gli incrementi delle accise sui carburanti introdotti in questi ultimi 48 anni. Dal 1970 (primo anno in cui sono disponibili i dati sui consumi dei carburanti) al 2015, gli italiani hanno versato nelle casse dello Stato 145 miliardi di euro nominali (261 miliardi di euro se attualizzati). Se teniamo conto che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri stima in 70,4 miliardi di euro nominali (121,6 miliardi se attualizzati) il costo complessivo resosi necessario per ricostruire tutte e 7 le aree fortemente danneggiate dal terremoto – Valle del Belice, Friuli, Irpinia, Marche/Umbria, Molise/Puglia, L’ Aquila ed accisa-benzina Emilia Romagna – possiamo dire che in quasi 50 anni in entrambi i casi (sia in termini nominali sia con valori attualizzati) abbiamo versato più del doppio rispetto alle spese sostenute. Solo i più recenti, ovvero i sismi dell’ Aquila e dell’ Emilia Romagna, presentano dei costi nettamente superiori a quanto fino ad ora è stato incassato con l’ applicazione delle rispettive accise. “Se le accise non sono utilizzate come tasse di scopo, ad esempio per combattere l’ alcolismo o la dipendenza da fumo e da gioco abbattendo i relativi costi sociali per la collettività, rappresentano solo uno strumento per far cassa, e qualsiasi loro aumento sarebbe un ingiusto danno per le famiglie, già spremute come limoni – prosegue Rienzi – In particolare ci opponiamo con fermezza a qualsiasi rincaro della tassazione sui carburanti, che avrebbe effetti negativi sui consumi, determinando maggiori uscite dirette e indirette, considerato che un incremento delle accise su benzina e gasolio porterebbe ad un rincaro generalizzato dei prezzi”.

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