15 Agosto 2013

Tassati i gradini sull’ uscio di casa Raffica di proteste

Tassati i gradini sull’ uscio di casa Raffica di proteste

SULMONA Multe a raffica dai 50 euro in su per il mancato pagamento della Tosap (Tassa di occupazione di suolo pubblico) su gradini e scalette di casa. Nel Paese dalla pressione fiscale fra le più alte, dove tasse e gabelle si moltiplicano a dismisura, in città si vive il paradosso di mezza estate della tassa sulle scale di accesso alle abitazioni. E divampano le proteste dei cittadini-contribuenti esasperati e alle prese con lunghe code agli uffici comunali per chiedere spiegazioni. Nei giorni scorsi il Codacons aveva denunciato la stangata soprattutto sui commercianti per il pagamento della tassa comunale sulla pubblicità e sulle insegne. Secondo Mauro Sciullo, responsabile dello sportello sulmonese dell’ associazione di consumatori, il problema sarebbe dovuto al nuovo appalto di riscossione, affidato da giugno dell’ anno scorso alla società di recupero crediti Andreani Tributi di Macerata, che avrebbe sguinzagliato da quest’ anno i suoi dipendenti alla ricerca della più minima irregolarità. A pagarne le spese, come sempre, i cittadini e contribuenti sulmonesi. Come nel caso di Barbara Matticoli, che si è vista arrivare un bollettino da 24,43 euro da pagare, più 51 euro per omessa dichiarazione, per l’ occupazione di suolo pubblico del gradino di accesso a casa sua nel 2008. «La calura estiva, è noto, porta scompiglio alla pressione arteriosa provocando stress da calore e malessere generale», ironizza Matticoli, «e ne sanno qualcosa i cittadini di Sulmona che, disorientati e inferociti, da qualche giorno si vedono recapitare presso le loro abitazioni, dentro e fuori il centro storico, lettere di liquidazione e accertamento, dalla Società Andreani Tributi di Macerata, per l’ occupazione di suolo pubblico di gradini o “scalucce” che dir si voglia, di accesso alle loro abitazioni. Il disorientamento nasce proprio dal fatto che improvvisamente, ovvero dal 2008, escludendo gli anni di prescrizione, nessun cittadino sulmonese ha dichiarato o pagato per poter accedere alla propria abitazione». Come aveva fatto il Codacons, anche Matticoli chiede l’ intervento del Comune. «I cittadini si chiedono perché il Comune abbia fatto un contratto con questa società senza dare comunicazione al popolo che le scale si pagano», conclude Matticoli, «considerato che finora tale dazio, in virtù di una delibera di consiglio comunale, non era mai stato richiesto». Federica Pantano ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this