28 Giugno 2012

Tassa sulle bibite, tre centesimi di polemica utile

Tassa sulle bibite, tre centesimi di polemica utile

Nell’ immediato dopoguerra gl’ italiani magri erano la maggioranza. Più che di linea si trattava di fame, eravamo denutriti. Quindi le taglie forti si proponevano come rarità fortunate. Oggi il panorama umano appare capovolto: i magri rappresentano una minoranza mentre gli obesi sono tanti. Cinque milioni gli obesi adulti, mentre i bambini sovrappeso (6-9 anni) sono il 36%. Costo sociale annuo dell’ obesità: 8,3 miliardi di euro. Per fronteggiare il fenomeno il ministro della Salute, Renato Balduzzi, nel maggio scorso ha lanciato l’ idea di tassare le bibite gassate e zuccherate. Soltanto tre centesimi. Lo Stato incasserebbe 250 milioni di euro all’ anno, cifra da impegnare in una più efficace lotta all’ obesità. Ma l’ ipotesi fu subito bocciata dal Codacons, una associazione di consumatori. E l’ Assobibe (produttori) parlò di insensatezza. Ora però la più antica associazione di consumatori, l’ Unc, ricordando che in Paesi come la Francia esiste già la tassa antiobesità sui junk food (cibi spazzatura), si schiera a favore della proposta Balduzzi e ipotizza l’ introduzione di un’ etichetta sugli alimenti da tassare che indichi in che misura sono sconsigliabili. «Così da un lato si limiterebbero eventuali ricarichi speculativi sui prezzi; dall’ altro si aiuterebbero i consumatori a fare scelte alimentari consapevoli». Ecco, dunque, tre centesimi di polemica utile. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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