25 Marzo 2011

Tassa sull’ alluvione, piovono critiche

VENEZIA – Soldi da Roma, ormai ne sono convinti anche i più ottimisti, non ne arriveranno. Il momento, d’ altra parte, è quello che è ed i 300 milioni di euro dirottati in Veneto dopo l’ alluvione già sembrano un risultato straordinario, almeno ai politici ed ai tecnici più smaliziati. Il governatore Luca Zaia continua a bussare alle porte della capitale, il ruolo gliel’ impone, ma nell’ attesa di buone notizie in Regione si sta ragionando seriamente sulla possibilità di utilizzare la «tassa di scopo» prevista nel decreto milleprororoghe, ossia il ritocco alle accise sui carburanti. Lo ha annunciato l’ assessore all’ Ambiente Maurizio Conte, lo conferma (con meno ardori) il collega al Bilancio Roberto Ciambetti: «Gli uffici stanno facendo delle proiezioni per capire se e come si possa eventualmente sfruttare questa possibilità, perché la norma non è chiarissima ed anche sul piano applicativo ci sono delle perplessità. Approfondiremo la cosa, poi decideremo il da farsi» . Qualche stima degli incassi, però, circola già. Le compartecipazioni alle accise sul gasolio e sulla benzina valgono per la Regione rispettivamente l’ 1,6%e l’ 1,8%del bilancio, dunque oltre 310 milioni di euro. L’ aumento di un centesimo garantirebbe 40 milioni in più all’ anno ed il decreto dà la possibilità di ritoccare le accise fino a 5 centesimi per cinque anni. Fatti due conti, stiamo parlando di un miliardo di euro. E il piano straordinario delle opere post alluvione ammonta a 2 miliardi e mezzo. Due conti, però, se li sono fatti anche gli autotrasportatori aderenti alla Confartigianato che mettono mano all’ ascia di guerra: «Un mezzo di 440 quintali che percorra 150 mila km all’ anno e abbia un consumo di 3 km/litro, "beve"50 mila litri di gasolio -spiega Danilo Vendrame, presidente veneto di Confartigianato Trasporti -1 centesimo di euro di accise in più sul gasolio quindi, "pesa"su ogni singola motrice per 500 euro all’ anno. Dal Fus alle opere post alluvione tutto ormai viene scaricato su di noi: ci stanno uccidendo piano piano, le nostre aziende di autotrasporto non sono più competitive. Siamo pronti a rompere la pace sociale» . Muovono all’ attacco anche le truppe del Pd: «Nei giorni dell’ alluvione minacciavano lo sciopero fiscale, ora evocano la tassa di scopo per finanziare le opere anti-alluvione -ricorda Stefano Fracasso, consigliere vicentino -Nel frattempo, in sede di bilancio regionale, hanno ridotto i fondi per la sicurezza idraulica a uno dei livelli più bassi da anni. E’ chiaro che il centrodestra è solo in cerca di espedienti e dietro il balletto delle cifre la verità che emerge è una sola: l’ asse politico che governa a Venezia e Roma, in barba al proclamato federalismo, non è in grado di mantenere l’ impegno a stanziare le risorse che servono per mettere in sicurezza il territorio veneto» . Sulle stesse frequenze il consigliere Graziano Azzalin: «L’ assessore Daniele Stival ha proposto di rimpinguare il fondo per la sicurezza idrogeologica tagliando da quello per infrastrutture e trasporti, per Conte la soluzione va cercata nell’ aumento del prezzo della benzina, esponenti del Pdl con in testa il capogruppo Dario Bond propongono invece di reintrodurre il contributo regionale sulla bonifica. Mi sembra che Lega e Pdl siano in confusione mentre è chiaro che siamo di fronte al governo delle tasse» . Ma c’ è anche chi non grida allo scandalo, come il presidente del Codacons Franco Conte: «Le opere post alluvione sono urgenti e necessarie e di fronte all’ emergenza, ed alla penuria di risorse dallo Stato, dobbiamo essere pragmatici. Certo, i soldi che mancano all’ appello si potrebbero recuperare riducendo i costi della politica e gli sprechi nella macchina regionale, ma almeno con la tassa di scopo si sa dove vanno a finire i soldi e i cittadini possono verificare come e quando questi vengono utilizzati» . © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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