12 Giugno 2006

Tassa sul lusso, i timori del settore edile: “Si rischia un disastro“


C`è chi dice sì: “Hanno le case al mare, paghino“. C`è chi dice no: “Una mazzata per i turisti, un disastro per la Sardegna“. Il tam tam corre veloce e il mare è già diventato terra. Non solo maxiyacht, ora a far paura è il lusso dei mattoni, quello delle seconde case. La tassa sui turisti sta per travolgere circa duecentomila proprietari di immobili privi di residenza in Sardegna. “Non esistono cifre ufficiali sulle case al mare, premette Maurizio De Pascale, dirigente dell`Ance Sardegna, l`Associazione nazionale dei costruttori edili, “ma è verosimile che i proprietari interessati dalla nuova tassa regionale non siano meno di duecentomila“. Il nuovo prelievo fiscale preoccupa gli addetti ai lavori: “I primi riflessi negativi sono di natura emotiva da parte dei proprietari, che si trovano a dover pagare cifre di tutto rispetto quasi da un minuto all`altro“.

Futuro a rischio

De Pascale teme conseguenze imprevedibili. “Potrebbero saltar fuori pericolosi effetti negativi“, sull`indotto di tutto il sistema edile della Sardegna: “L`edilizia residenziale stava finalmente attraversando un periodo positivo, facendo uscire l`Isola dai meccanismi esclusivi del turismo d`élite“. Dalle certezze al pessimismo: “Ora si torna indietro, con un provvedimento che rischia di mettere in difficoltà tutti gli operatori del sistema delle costruzioni in Sardegna. E in ballo ci sono settantamila persone“.

I proprietari protestano

Il presidente dell`Associazione dei piccoli proprietari della Sardegna, Stefano Tolu, è convinto che ci sarà “un pericoloso effetto a catena nel giro di pochissimo tempo“. E questo “a causa di un provvedimento organizzato per colpire le proprietà indistintamente. Si mettono insieme speculazione e risparmi. Solo che casa non vuol dire ricchezza punto e basta. Moltissime persone scelgono il mattone per investire una liquidazione o dopo aver accantonato i soldi per una vita“. Per Tolu si colpirà soprattutto “il ceto medio“, che “soffrirà per questa imposizione fiscale aggiuntiva e francamente inattesa“.

Affitti in aumento

Il presidente dell`Associazione dei piccoli proprietari è certo che “le conseguenze si avranno anche sugli affitti, che saliranno inevitabilmente, provocando un danno scontato“ alla stagione turistica della Sardegna. “È ovvio che un proprietario costretto a versare una tassa così pesante potrebbe essere indotto ad affittare la casa per recuperare i soldi. E lo farà con prezzi più alti di prima“.

La mobilitazione

L`associazione nazionale di consumatori “Voglio vivere“ ha pronto un piano d`attacco alla tassa che prova a riunire i proprietari non residenti: “Per quest`anno disertate la Sardegna“, suggerisce il presidente Anna Massoni, che è anche il numero uno del Codacons in Liguria. “Abbiamo già ricevuto centinaia di telefonate, c`è grande apprensione per un provvedimento iniquo“. L`associazione propone addirittura ai turisti colpiti dalla tassa di “non comprare nulla, di portare le provviste da casa“. Anna Massone crede nello “sciopero a oltranza finché Soru non abolirà questa tassa ingiusta“.

Il piano regionale

La legge approvata poco più di un mese fa dal Consiglio regionale prevede un`imposta annuale “sulle case ad uso turistico“ che si trovino a una “distanza inferiore ai tre chilometri dalla linea della battigia marina“. La tassa è di 900 euro per fabbricati con una superficie fino a 60 metri quadrati. Sale a 1500 euro per gli immobili tra i 61 e i 100 metri quadrati. Gli euro diventano 2.250 quando la superficie è compresa tra 101 e 150 metri quadrati, fino ai 3000 per i fabbricati sotto i 200 metri quadrati. Scatta poi un supplemento di 15 euro per ogni metro in eccedenza. La normativa regionale prevede peraltro un aumento delle tariffe pari al 20 per cento quando l`immobile si trova nella fascia dei 300 metri dal mare. L`imposta dovrà essere versata in un`unica soluzione a novembre.

La strategia della Regione

Dall`home page del sito della Regione il governatore spiega le ragioni della tassa: “Mentre la seconda casa per una delle tante bellissime città d`Italia è semplicemente un altro aspetto dell`economia di quel luogo, per noi le seconde case sono una parte fondamentale del tessuto economico. È la nostra piccola impresa, e in questo momento si trova in gran parte sommersa, e quindi senza alcun beneficio economico per il bilancio pubblico“. Soru vuole una Sardegna con più residenti: “Noi vogliamo conservare i proprietari di seconde case come nostri ospiti, anzi li vogliamo più vicini. Ci farebbe piacere se trasferissero la residenza in Sardegna“.

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