12 Dicembre 2002

Tassa sui rifiuti, accuse al Comune

Il Codacons sulle “dichiarazioni infedeli“: impossibile accertare differenze di 10 metri quadrati

Tassa sui rifiuti, accuse al Comune

«I cittadini devono conoscere le modalità di calcolo»

L`AQUILA. Sugli avvisi di accertamento per “dichiarazione infedele“ sulla tassa sui rifiuti (Tarsu), inviati dal Comune, interviene il Codacons. Il Comitato per i diritti dei consumatori ha chiesto un incontro «per chiarire le modalità di calcolo delle superfici rilevate in più dal riscontro con le planimetrie catastali». A far nascere dubbi è l`esiguità della differenza tra le superfici dichiarate e le misurazioni dei tecnici del Comune: dai 6 ai 10 metri quadrati, appena il 5 per cento: «Non viene specificato», dice il Codacons, «se le infedeli dichiarazioni sono relative solo all`abitazione o a sottotetti e autorimesse».
Nell`ultimo mese sono stati recapitati migliaia di avvisi di accertamento, con relative sanzioni. «Numerosi utenti», evidenzia il Codacons, «si sono rivolti a noi per lamentare l`invio di accertamenti su infedeli dichiarazioni relative alla Tarsu».
Il Comune ha provveduto a effettuare le verifiche delle planimetrie catastali e ha contestato le dichiarazioni difformi rilasciate dai proprietari, indicando le nuove misurazioni, sulla base dei dati reperiti al catasto. «Ma gli avvisi», fa notare il Codacons, «riguardano dichiarazioni difformi per soli 6-10 metri quadrati. Sulla pianta catastale la differenza è di appena uno o due millimetri». Il Codacons fa appello al Comune «perché, nell`interesse dei contribuenti, indichi le modalità di calcolo delle superfici. I cittadini hanno il diritto di conoscere il titolo dell`imposizione comunale, al fine di poter compiere le opportune verifiche prima di attivare un contenzioso». Errori dal margine minimo che, secondo il Codacons, non consentono agli utenti di verificare l`esattezza della rilevazioni del Comune. «L`esiguità degli errori rilevati», chiarisce il Comitato di tutela dei consumatori, «può far nascere il dubbio che il Comune confidi nella mancata attivazione del contenzioso per la modestia degli importi accertati. Se l`amministrazione ha il diritto di accertare la veridicità delle somme versate in base alle dichiarazioni degli utenti, questi ultimi hanno il diritto di poter verificare la causa delle sanzioni. Le casse comunali non possono incrementarsi su accertamenti equivoci». Gli utenti che hanno ricevuto le sanzioni, possono rivolgersi allo sportello Codacons di piazza Santa Giusta.

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