4 Maggio 2019

Tassa di soggiorno, Federalberghi attacca “Airbnb non paga, giungla intollerabile”

il sito di affitti brevi si difende: da voi zero idee e offese agli amministratori locali
La tassa di soggiorno, con relative polemiche a distanza tra Fedarlberghi e Airbnb, è stata la protagonista assoluta nella prima giornata della 69esima assemblea nazionale degli albergatori che si è aperta ieri a Capri. Si tratta di un tesoro da 600 milioni: 130 riscossi soltanto a Roma, quasi 7 (6.738.424 euro) a Torino, settima nella classifica nazionale dopo la Capitale, Milano, (45 milioni), Firenze (33), Venezia (31,7) e Rimini (7,6). Il Piemonte, con 12 milioni di riscossioni, è invece decimo nella classifica delle Regioni. Federalberghi contesta sia l’ impostazione della tassa sia le modalità di riscossione e la gestione poco trasparente dei fondi versati dai turisti. «Si tratta di una tassa sul turismo e non di una imposta di scopo applicata in 1020 comuni italiani il cui unico fine sembra essere quello di tappare i buchi di bilancio», dice il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, prima di lanciare il suo attacco. «Non è tollerabile il Far West che si registra nel settore delle locazioni brevi. La legge ha stabilito che i portali devono riscuotere l’ imposta di soggiorno dovuta dai turisti che prenotano e pagano attraverso le piattaforme, ma Airbnb assolve a tale obbligo solo in 18 comuni su 997. Per di più, le amministrazioni, allettate dalla prospettiva di nuovi introiti, si sono rese disponibili a sottoscrivere un accordo capestro, accettando un sistema di rendicontazione sostanzialmente forfettario, che non consente un controllo analitico e induce a domandarsi se non si configurino gli estremi di un danno erariale». La replica di Airbnb, che parla di «zero idee e offese agli amministratori locali» da parte di Federalberghi non si è fatta attendere: «Difendendo d’ ufficio i suoi numerosi associati accusati di peculato – scrive Airbnb -, il presidente Bocca si scaglia contro tutto e tutti, riuscendo a mancare di rispetto in un colpo solo sia al legislatore sia agli amministratori delle 23 città che hanno automatizzato l’ imposta di soggiorno tramite Airbnb». Anche l’ Anci ha rilanciato ieri la richiesta di «un regolamento statale, utile in particolare per meglio regolare e graduare il sistema delle sanzioni applicabili in caso di mancato versamento da parte dei gestori». Lo stesso punto viene contestato da Bocca: «L’ apparato sanzionatorio è paradossale e noi chiediamo di modificarlo in quanto tratta allo stesso modo chi si appropria indebitamente delle risorse e chi sbaglia di pochi euro o ritarda». L’ appello a Centinaio E il Codacons lancia un appello al ministro delle Politiche Agricole e Turismo, Gian Marco Centinaio (atteso oggi alla convention insieme all’ imprenditore Flavio Briatore), «affinché sia garantita una maggiore trasparenza obbligando i Comuni a pubblicare online l’ esatta destinazione della tassa di soggiorno e gli interventi realizzati con essa». Contattato ieri per una replica da La Stampa, il ministro ha rinviato le sue risposte all’ assemblea di oggi. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
francesca forleo

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox