4 Maggio 2019

Tassa di soggiorno, a Napoli si paga di meno

NAPOLI. Ammonta a 7,5 milioni di euro il tesoretto della tassa di soggiorno a Napoli. Nella classifica delle città italiane con il maggior gettito per l’ imposta, il capoluogo campano 8 al sesto posto, con un notevole stacco da grandi città che di turismo ne “masticano” da più tempo. Tra queste Roma, Milano, Firenze e Venezia. Sono questi i dati di Federalberghi che ha presentato ieri la settima edizione dell’ indagine sull’ imposta di soggiorno, realizzata in collaborazione con Nmtc, sulla base di tutte le delibere dei Comuni. FEDERALBERGHI. In pratica la somma incassata da Napoli rappresenta l’ 1,6% del totale italiano, che nel 2017 era pari a 470 milioni di euro. Si tratta di un dato che 8 in progressivo aumento, spiega Federalberghi: il gettito nazionale 8 già passato da circa 162 milioni di euro nel 2012 a 403 milioni nel 2015. La città con il maggior gettito 8 stata la Capitale, con un incasso pari a 130 milioni, ovvero il 27,7% del totale, e l’ incasso delle prime quattro (Roma, Milano, Venezia e Firenze) 8 superiore a 240 milioni, oltre il 58% del totale nazionale. Il peso delle grandi città si riflette anche sulla classifica su base regionale. A guidarla 8 la regione Lazio con quasi 135 milioni di euro. Al settimo posto si posiziona la Campania con 19 milioni, preceduta da Veneto, Lombardia, Toscana, provincia di Bolzano ed Emilia Romagna e seguita da provincia di Trento, Sicilia e Piemonte. LA PROTESTA DELL’ ABBAC. Intanto sul gravoso tema dell’ abusivismo ricettivo interviene il presidente dell’ Abbac Agostino Ingenito: «Bisogna agire con più determinazione e lavorare ad una strategia per il turismo in città per qualificare l’ offerta e il sistema di accoglienza e decoro oltre che garantire supporto concreto a chi investe e gestisce strutture ricettive – spiega durante l’ audizione in Commissione Giovani che ha competenze anche di sicurezza urbana e po lizia locale – Ho esposto al presidente Claudio Cecere e ai consiglieri comunali intervenuti – continua – oltre ai delegati Suap, la necessità di mettere ordine nel sistema ricettivo, potenziando controlli e verifiche della polizia locale». Per Ingenito «8 inderogabile che l’ Ente locale abbia più coraggio, rendendo obbligatorio quel codice identificativo, che avevamo suggerito alla Giunta». LA DENUNCIA DEL CODA CONS. Dal suo canto il Coda cons commentando i dati forniti da Federalberghi, denuncia: «Da un lato si conosce l’ entità del gettito garantito dalla tassa di soggiorno, pari a 600 milioni di euro nel 2019, dall’ altro nessuno sa come i comuni utilizzino di fatto i fondi raccolti attraverso l’ imposta». Il presidente Carlo Rienzi ricorda che «i turisti che sog giornano presso 1.020 Comuni italiani sono tenuti al pagamento di tale tassa i cui proventi, in base al dl 23/2011, devono essere destinati a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali». Tuttavia «regna il mistero più fitto – precisa – su come realmente siano utilizzati i fondi raccolti attraverso l’ imposta di soggiorno, e i cittadini pagano senza conoscere gli interventi attuati dalle amministrazioni comunali». Da qui l’ appello al ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio, affinché «sia garantita una maggiore trasparenza a cittadini e turisti, obbligando i Comuni a pubblicare on line l’ esatta destinazione della tassa di soggiorno e gli interventi realizzati grazie ai proventi raccolti».

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