Task force di scienziati contro mucca pazza
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fonte:
- Il Piccolo
Il ministro della Salute crea d?urgenza una commissione di dieci superesperti in neurologia e veterinaria per monitorare l?emergenza
Task force di scienziati contro mucca pazza
Il Codacons: la carne rossa non è sicura. Scoperti 346 mangimi con farina animale
ROMA – Sarà una task force composta da dieci scienziati, scelti tra i massimi esperti di neurologia e veterinaria, a tenere sotto controllo l?evolversi della crisi della mucca pazza. La speciale unità di intervento è stata creata ieri d?urgenza dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, per dare risposte agli italiani allarmati dal primo caso nazionale di variante umana della Creutzfeldt-Jakob.
Il gruppo di tecnici diretto dal professor Maurizio Brunori, ordinario di chimica alla Sapienza di Roma, raduna figure provenienti dai migliori laboratori e atenei della penisola oltreché dal ministero e dall?Istituto superiore di sanità. Compito della commissione sarà quello di «approfondire gli aspetti epidemiologici, clinici e preventivi delle encefalopatie spongiformi subacute umane trasmissibili», mantenendo i contatti con tutti gli specifici centri internazionali di ricerca.
L?annuncio di Sirchia è arrivato al termine di una giornata nella quale lo stesso ministro aveva escluso la possibilità che in Italia si verifichi un?epidemia di casi di variante umana della Bse. «Tutto ciò è impensabile», aveva dichiarato Sirchia, precisando che nella penisola non può accadere nulla di proporzioni simili a ciò che è avvenuto in Gran Bretagna dove il micidiale prione ha già ucciso 106 persone.
Tuttavia, senza smentire le previsioni di numerosi esperti inglesi che da tempo paventano che nei prossimi anni si verifichi nel mondo un alto quanto imprecisato numero di vittime umane, anche il ministro ha ammesso che per il futuro non si può escludere l?insorgenza di nuovi casi di contagio umano. Tanto che da ieri lo stesso Dipartimento per la farmacovigilanza ha autorizzato l?importazione, dal Regno Unito, della quinacrina, il farmaco sperimentale che potrebbe aiutare nella cura (ancora inesistente) della sindrome umana e che potrebbe essere somministrato, a Palermo, alla giovane affetta dal morbo mortale.
L?ipotesi di nuovi casi di malattia nell?uomo trova altre voci concordi nella comunità scientifica. Tra queste quella di Paola Tesori Coggi, direttrice delle politiche di salute e sicurezza alimentare dell?esecutivo Ue. «Ci aspettiamo altri casi – afferma la dottoressa – perchè negli anni Novanta una certa esposizione al rischio del contagio è stata presente in tutta Europa. E quel che oggi noi scontiamo è il passato».
Vittime dei consumi di carne passati potrebbero essere anche i due pazienti tenuti sotto controllo, secondo un?inchiesta del settimanale Panorama, in due regioni italiane: Veneto e Puglia. Si tratterebbe di due pazienti con sintomi sospetti – come altri ve ne sono stati in passato in Toscana e in Piemonte – e per i quali la diagnosi è in corso di accertamento anche se, almeno nel caso Veneto, la biopsia delle tonsille avrebbe già escluso il morbo.
Ma i controlli in corso e le garanzie date dalle autorità sui consumi attuali non sembrano rassicurare gli italiani. Secondo un sondaggio realizzato da Legambiente 3 cittadini su 4 non si sentono tutelati. E le cronache non aiutano. La procura di Torino ha fatto sapere ieri che fra gennaio e settembre scorsi in Italia sono stati scoperti 346 mangimi per animali contaminati da farine di carne. E ancora ieri – mentre il Codacons avverte che la carne rossa non è affatto sicura, dichiarazione subito definita irresponsabile dal ministro Alemanno – i Nas hanno chiuso un macello in provincia di Caltanissetta.
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